Non è una data qualsiasi, ma è la data. L’undici settembre di sei anni fa il Mondo cambiava. Cambiava per sempre. Cambiava la storia. E non è cosa da poco. E’ ancora presto per giudicare storicamente la portatata del tragico evento, ma qualcosa si può già dire. Sembra, ad esempio, che gli anni Novanta siano stati solamente un decennio di tregua, di pausa, di pax armata per gli eserciti (legali e non) della Terra. Certo, il 1989 era stato uno tsunami (non inatteso) che aveva sconvolto la cartina geografica del nostro Pianeta; era crollato un mito, era crollata l’utopia capovolta di cui scrisse a suo tempo Norberto Bobbio. Era crollato un modo di pensare vecchio di quaranta e più anni, dove esistevano due blocchi facilmente riconoscibili e distinguibili: da una parte l’Ovest, ricco e liberale, dall’altra l’Est, dispotico e arretrato. Ancora oggi, a distanza di quasi vent’anni, le realtà sorte dalla diaspora sovietica faticano a tenere il passo degli occidentali, ma è indubbio come molto sia stato fatto. Ecco, l’undici settembre ha creato il panico perché ha innovato la prassi della guerra. Il nemico è divenuto invisibile, codardo. La vittima invece è l’Ovest, che non aveva prima di allora conosciuto sconfitta in casa sua. E’ uno sconvolgimento totale, che tocca la morale, la politica e il diritto. Il terrore si configura come qualcosa di ben diverso rispetto a quello rivoluzionario, dove almeno (seppur in modo alquanto discutibile) si agiva per nome della legge (anche se assolutamente contestabile). L’attacco al Mondo civile (perché di questo si è trattato), democratico e liberale, ha riproposto schemi vecchi di secoli, dove il nemico era il barbaro, il Persiano (Erodoto I, 134). Est-Ovest che ritorna, quindi, ma in una nuova veste. Ora l’Est si sposta ancora più lontano, e coniuga in un concentrato pericoloso politica e religione, provocando il fanatismo, che è la peste del nuovo Millennio. Il nemico, perchè è così che va definito, è oscuro. Non agisce tramite le regole consuetudinarie e pattizie, bensì si agita nell’ombra, tenendo il Mondo sulle spine. Questa è la realtà del post-11 settembe, una realtà amara, che però credo vada affrontata e mai negata. E per affrontarla bisogna agire, non certo sfilare festanti con bandierine filo-barbari o bruciando manichini vari. La guerra può essere giusta, a volte. Rimane sempre dolorosa, ma a volte è necessario muoversi. Per noi e per il Mondo nel quale viviamo.
Con questo post inauguriamo Richelieu, blog aperto a tutti per discutere di attualità. Italiana ed internazionale.








4 risposte finora ↓
Scrambler // 11, Settembre, 2007 a 1:54 pm |
Congratulazioni.
Francesco // 12, Settembre, 2007 a 7:03 pm |
Complimenti per il blog. Tra l’altro lo hai paerto giusto un anno dopo l’apertura del mio. Ma, per carità, non cambiare più sede !
Passa da me. Un saluto
ilsenatore // 12, Settembre, 2007 a 11:08 pm |
Francesco, ho già giurato ad altri che questa sarà la sede definitiva. Confermo qui il giuramento. passo senz’altro da te. Saludos!
Francesco // 12, Settembre, 2007 a 11:34 pm |
Allora, rispondo qui alla domanda che mi hai fatto tramite commento sul mio blog.
Prima di tutto ti ringrazio dei compliementi e degli auguri. Io, c’è da saperlo, sono un grande appassionato di Storia, quella con la esse maiuscola, quindi credo che all’univeristà prenderò Storia e Filosofia oppure Scienze politiche con indirizzo diplomatico, che sono le due possibilità più concrete. Non escludo economia o psicologia, ma sono meno probabili delle altre due opzioni che ti ho elencato prima.
Un saluto