Scrivevo stamattina che molti elettori del centrodestra si riconoscono in molte delle cose che Beppe Grillo, Savonarola dei nostri tempi, urla dalle piazze italiane. Beh, a poche ore di distanza sono costretto a smentirmi. Nel suo ultimo intervento forcaiolo, il comico censore getta un salvagente a Mario Clemente Mastella, definendolo solo un capro espiatorio. Scopriamo così che l’indulto, vergogna che fino a ieri veniva imputata proprio da Grillo al Mastellone, è stata un’idea dello psiconano, dove per psiconano s’intende Silvio Berlusconi. Onestamente faccio fatica a capire. Certo, Forza Italia in modo incommentabile ha appoggiato (votando) il provvedimento di scarcerazione dei delinquenti (altresì detto di clemenza), ma non ricordo analoga decisione nel quinquennio di governo di centrodestra. Forse sono io che oggi non rammento…tutto può essere, ma davvero mi sfugge questo particolare. Improvvisamente Grillo annuncia di voler spostare l’obiettivo delle sue invettive sulle altre caste, a cominciare da quella dei giornalisti. Per carità, condivido pure io il fatto che in Italia sopravvivano tante, troppe lobbies, che fanno rimanere questo Paese nel fango melmoso del passato; un Paese che obiettivamente fa fatica a vedere il futuro, governato dall’allegra lobby dei settanta-ottantenni e dai loro paggi. Caso quasi unico in Europa. Non una stravaganza, certo: peggio di noi ci sono i gemelli polacchi, quelli della lustracija e del divieto di lavoro agli omosessuali (sì, lo so che sono di destra..ma di una destra che credevo morta e sepolta da sessant’anni, almeno nel Vecchio continente). Tuttavia Beppe Grillo mi ha deluso. Pensavo che potesse rappresentare la celebre goccia che fa traboccare il vaso, la chiave di volta per cambiare. Beninteso: non certo con lui o con i suoi movimenti, bensì attraverso un processo veloce che portasse le nostre istituzioni a svegliarsi, a darsi una mossa nel rinnovamento. Invece no. Oggi arriva, inattesa, la retromarcia. Peccato, ci avevo creduto.







