Post da Ottobre 2007

L’ammaliatore taumaturgo colpisce

30, Ottobre, 2007 · 2 Commenti

Image HostingCerto, a sinistra sono furbi. Molto furbi. Hanno schierato Uolter, il Re di Roma, il taumaturgo, colui che tocca gli appestati e improvvisamente questi guariscono. Sapevano che Uolter avrebbe esercitato fascino anche sugli esterni. Pure io l’avevo previsto, ma non immaginavo certo che a cadere nella trappola sarebbe stato Giuliano Ferrara, che sul Foglio sta tessendo le lodi di Veltroni, in modo francamente ambiguo e poco piacevole. Evidentemente, pure il conduttore di otto e mezzo si è fatto trascinare dalla pancia e non dalla testa; si è fatto ammaliare dal canto delle sirene democratiche. Certo, è facile cadere nella rete di chi si considera il nuovo Kennedy. Però, desta ancora più sorpresa, almeno in me, quanto ha scritto oggi il sempre grande Christian Rocca sul suo blog Camillo. Già il titolo mi lascia perplesso: Se mantiene le promesse, lo voto. Con tutta la buona volontà e la stima per Rocca, non riesco a comprendere come si possa dire una cosa del genere. Cioè, teoricamente uno prima dovrebbe essere eletto, e mantenere poi le promesse, e non viceversa. Poi è facile dire che Pol Pot è paragonabile ad Hitler: tutti ne sono capaci, non ci vuole un grande sforzo intellettivo o fisico. Alcuni non vogliono dirlo, ma è peculiare delle sirene proprio fare questo: parlare di ciò che piace all’altro, a quello che sta dall’altra parte, alla preda da conquista. E Uolter è indubbiamente bravo in questo ruolo. I suoi discorsi alla Martin Luther King sono strappalacrime: vuole la pace nel Mondo, chiede acqua per i bambini dell’Africa, mette all’indice Auschwitz e Pol Pot. Un santo, insomma.

Ma la realtà è ben diversa. Veltroni è scaltro, immensamente scaltro. Un bravo furbacchione, in senso positivo naturalmente, che sa toccare le corde giuste. E’ lo specchietto per le allodole, messo lì per fare il volto buono del pseudo-democratico Partito (appunto) democratico.

Peccato per Ferrara e Rocca, novelli Ulisse del ventunesimo secolo.

Categorie: veltroni

Se lo dice lui

28, Ottobre, 2007 · 2 Commenti

Image HostingArturo Mario Luigi Parisi è l’inventore dell’Ulivo che nel 1996 portò Romano Prodi ad insediarsi a Palazzo Chigi per la sua prima esperienza da Premier, miseramente naufragata due anni dopo. Parisi è anche l’uomo più vicino allo stesso Romano, il confessore, il creatore delle Primarie che riportarono trionfalmente in Italia l’ex Presidente della Commissione Europea. Parisi è stato pure messo al Ministero della Difesa, nel tentativo di rassicurare gli alleati sulla politica del nostro governo zeppo di dilibertiani, rifondaroli e pecorari vari. Tra oggi e ieri, però, il placido Arturo si è rotto. Basta, il Partito Democratico è una porcheria. Non lo diciamo noi, ma l’inventore dell’Ulivo prodiano. “Stamane avevo voluto illudermi che il Partito democratico di Veltroni potesse rappresentare una nuova stagione dell’Ulivo. Son bastate poche ore perche’ a quella che mi era sembrata una fioritura seguisse una gelata“. Che dire noi…ha parlato l’Arturo. Ci basta e avanza, per ora.

Categorie: parisi · partito democratico

Illusioni d’autunno

27, Ottobre, 2007 · 4 Commenti

Image HostingDa qualche giorno ormai, nei Palazzi della politica non si fa altro che parlare di elezioni. Già, di elezioni politiche anticipate. De Gregorio ha azzardato pure il periodo: marzo. Il tutto perchè Silvio Berlusconi ha fatto trapelare di avere in pugno almeno otto senatori sinistri delusi dal Partito Democratico e non più disposti ad appoggiare la sfiga prodiana, che sta obiettivamente trascinando nel baratro quel poco di sinistra che c’è in Italia. Primi di novembre, anzi, metà novembre. Il 14, per l’esattezza: voto finale della finanziaria (probabilmente con la fiducia). Sarà lì che i dissidenti verranno allo scoperto, trafiggendo Romano e i suoi, proprio come nel 1998, quando un voto (di Tiziana Valpiana) lo costrinse prematuramente (ma per noi fortunatamente) a fare i bagagli. Oggi la situazione è simile, e probabilmente l’epilogo sarà lo stesso. A mio avviso i fari vanno puntati su Lamberto Dini. Quel ho le mani libere, non voterò il welfare va interpretato come un chiaro smarcamento dalla linea utopico-tafazziana perseguita dall’ “indegno” (copyright Economist) ex Presidente della Commissione europea. Vedremo, comunque. Tempo al tempo.

Ritengo, però, che il disegno berlusconiano si fermi qui, nel senso che dubito fortemente che il Capo dello Stato deciderà di sciogliere le Camere. Diciamocelo chiaramente: Napolitano è uno alla Scalfaro, un uomo di partito. Non è né può essere super-partes. Abbiamo potuto constatarlo già lo scorso febbraio, quando fu sufficiente un pezzo di carta, il celebre dodecalogo dell’Unione (poi mai rispettato) per rinviare il Premier sconfitto al Senato. Nel caso in cui il Governo andasse sotto, siamo sicuri che l’uomo del Colle direbbe no. No alle urne, prendendo come scusa il fatto che con il porcellum non si può votare. Certo, ha ragione: l’attuale legge elettorale non è l’optimum, ma va da sé che devono finirla di raccontare la balla secondo la quale l’attuale situazione è figlia della legge calderoliana. Niente di più falso. Il Senato è spaccato per il semplice fatto che nessuno ha vinto le elezioni. Anzi! Senza porcellum, quello 0,001% prodiano alla Camera, avrebbe portato allo stesso pantano in cui barcolla Palazzo Madama. Bisognerebbe chiedere a Ciampi (e al vero promotore della attuale legge, Follini) il perchè fu negato il premio nazionale pure al Senato. E non dicano che lo vieta la Costituzione, altrimenti vadano a leggersela meglio.

Sono dell’idea che Napolitano farà di tutto per escogitare una soluzione all’italiana: qualche governucchio balneare, istituzionale (un giorno qualcuno mi dovrà spiegare cosa sia un governo istituzionale), delle riforme, del Presidente, tecnico, super-tecnico, ecc.ecc. Insomma, un pastrocchio da prima repubblica. Un vergognoso giochetto architettato con l’unico scopo di togliere al cittadino il sacrosanto diritto di votare. Ergo, con l’unico scopo di evitare il ritorno a Palazzo Chigi di Silvio Berlusconi. Napolitano è chiuso lassù sul Colle. Il Governo frana, perde pezzi, Prodi è solo, placido, sorridente, pacioso come sempre. Ma lui continua a parlare di riforme, di svolte, di cambiamenti. Dovrebbe chiedersi chi può fare le riforme in questa situazione e soprattutto, con chi. Ma forse è pretendere troppo.

L’importante, è evitare il ritorno di Berlusconi, che, come è noto, è il vero pericolo per la nostra democrazia. Se questa si può chiamare democrazia.

Categorie: berlusconi · governo · napolitano

In articulo mortis

26, Ottobre, 2007 · 3 Commenti

Image HostingIeri in Senato è stata una giornata memorabile, degna delle migliori opere drammatiche andate in scena, sempre a Palazzo Madama, un anno fa. Non c’era Cossiga a ravvivare il clima, ma le continue cadute della pseudo-maggioranza e i duri rimbrotti del Capo del Governo, al secolo Romano Prodi, hanno comunque soddisfatto i nostri fini palati. Sette volte, questa la cifra, bella, ampia, che testimonia il naufragio della zattera unionista. Senza poi contare tutte le volte in cui il risultato delle votazioni è finito in parità. Si comprende allora  perchè la solita Anna Finocchiaro, sempre solare e in prima fila a fare da parafulmine alla sfiga prodiana, non abbia ancora una volta detto che “la maggioranza è compatta”.

No, stavolta non poteva proprio dirlo. Anzi, i suoi companeros rossi, quelli che non vedono l’ora di andare alla parata sulla Piazza Rossa di Mosca, hanno tuonato contro Di Pietro, reo di aver votato con il nemico, con la destra berlusconiana. Perfino la Palermi, madonna laica della causa comunista, ha evitato di denunciare “la volgarità delle destre”. Solo un accenno quando i senatori CdL hanno tirato fogli al momento del trionfale ritorno in aula della pimpante Rita Levi Montalcini, temporaneamente assente per comprensibili esigenze fisiologiche.

Erano muti, zitti, impietositi. Come non intenerirsi quando il prode Boccia ha umilmente chiesto, con gli occhi alla Bambi, una sospensione di quindici minuti per consentire al dissanguato senatore Zavoli di fermare l’emorragia nasale che lo stava tormentando. Per fortuna, il presidente di turno, Milziade Caprili (ricordare questo nome, mi raccomando!) ha detto che non era possibile: si sarebbe creato un precedente. L’anno scorso infatti, il forzista Alfredo Biondi, spesso in infermeria per prelievi vari, aveva aiutato (involontariamente, per carità) Prodi e i suoi sottoposti. Ma l’aria che si respira oggi è diversa. Il clima è del bellum omnium contra omnes, alla hobbes, tanto per fare gli eruditi, una volta tanto. Basti vedere lo scazzo tra Dini e Treu alla Bouvette del Senato, con la dichiarazione baritonale del rospo: “Non voterò il welfare”.

Insomma, per Romano il sipario si sta chiudendo. Dietro, solo macerie. Il suo sogno elettorale è finito, miseramente.

Categorie: crisi · governo · prodi

Gli ultimi giorni di Troia

25, Ottobre, 2007 · Lascia un Commento

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La diretta, come al solito, su DAW…the Blog.

Categorie: governo

Silvio incantantore

24, Ottobre, 2007 · 4 Commenti

Image HostingIl Berlusca è in forma, senza dubbio. La conferma ce la dà il Corriere della Sera di oggi, impegnato a raccontare la giornata passata dal Cav insieme dagli ispettori del Bureau International des Expositions, l’organismo che nel prossimo marzo dovrà scegliere la città che ospiterà l’Expo 2015: Milano o Smirne?

Ebbene, tutto ha inizio con la discesa ad Arcore. Elicottero, ovviamente. Silvio attende gli ospiti in giardino, affiancato da Formigoni e Penati. Appena atterrati i delegati, accompagnati dal Sindaco Madame Moratti, il nostro uomo inizia a dispensare il primo regalino di giornata: un sondaggio fresco fresco che gli attribuisce il gradimento del 63% degli italiani, rispetto al decadente 23% del Romano Prodi. Pure a Penati ha dato la tabella, ma questi ha gentilmente declinato, preferendo “guardare sul foglio dei colleghi”. Il colloquio (lungo) è stato in francese…Berlusconi ha raccontato (ancora) i suoi trascorsi transalpini, le crociere con Confalonieri, le conquiste sentimentali. Immaginiamo l’interesse dei parrucconi del BIE. Silvio ha dato tutto se stesso ieri: ha raccontato la barzelletta di Veltroni e la suora, e quella sulla Clinton. Ha suonato al pianoforte e ha cantato, ha condotto gli ospiti nella Cappella di famiglia, quindi nel luogo sacro per me (e per qualche altro): la stanza delle Coppe vinte dal Milan. Silvio caro, avresti potuto fare un fischio anche qui… In seguito regalini (solite cravatte Marinella). Poi il pranzo tricolore “come per Putin, Bush e Blair”, Silvius dixit.

Ma qual è stata l’impressione degli ispettori? Beh, i nostri sinistri sarebbero stati schifati, altezzosi come sono. Avrebbero ricordato le corna al ministro belga, la scenata all’Europarlamento, rivendicando invece la solennità mortadellica da uomo (presunto, dico io) delle istituzioni quale sarebbe Romano prof. da Scandiano.

Invece i parrucconi si sono così espressi. Antony Bousmar (Belgio): “Abbiamo avuto una conversazione molto interessante che finalmente ci ha mostrato una persona molto diversa dall’immagine che i media danno su Berlusconi. E’ stato un onore, un piacere, un privilegio incontrarlo. Bernard Testu (Francia): “Conosce il progetto molto bene. Noi sappiamo quando un politico ha studiato. Berlusconi ha fatto le domande giuste. Sono rimasto sorpreso”.

Categorie: berlusconi · expo 2015

Crisi taciuta?

23, Ottobre, 2007 · Lascia un Commento

Image HostingUn post un po’ particolare oggi. Ci limitiamo a prendere le news di Repubblica…ma attenzione, guai a chi parla di crisi. Anche Prodi è tranquillissimo…

11:56 Non esiste alcun caso Di Pietro-Mastella, si cerca di spostare sul piano personale un problema di politica giudiziaria del governo di centrosinistra”. A dirlo è lo stesso Antonio Di Pietro, intervenendo a ‘omnibus’ su la7.

12:04 “Se fossimo in un Paese normale la crisi ci sarebbe già da un bel pezzo, ma l’Italia è un Paese normale?”. Così il senatore dell’Ulivo dissidente Willer Bordon che, con un altro senatore dell’Ulivo, Roberto Manzione, ha fondato Unione Democratica, risponde ad Affaritaliani.it alla domanda se è alle porte la crisi di governo.

12:05 L’unica salvezza per il governo è scegliere i lavoratori e non Confindustria. Sabato 20 ottobre si è dimostrato quale sia il giudizio sulla politica economica da parte delle persone in carne ed ossa”. Lo afferma Marco Rizzo, coordinatore dei Comunisti italiani.

13:28 Ogni ministro dev’essere in condizioni di esercitare la propria funzione con serenità e sapendo di godere della piena fiducia della propria maggioranza. Ciò vale a maggior ragione per chi, come Mastella, è chiamato a reggere un ministero così delicato e cruciale”. Lo afferma in una nota Piero Fassino. “Mi auguro perciò che tutti avvertano la responsabilità di mettere fine a polemiche strumentali, riconoscendo al ministro la piena titolarità delle sue funzioni”.

14:54 Il segretario del Pdci Oliviero Diliberto cerca di stemperare i toni di una giornata cominciata in modo pesantissimo. E regala un po’ di leggerezza. “Come si fa a risolvere la crisi tra Di Pietro e Mastella? Non resta che chiamare i caschi blu dell’Onu o il generale Angioni”.

15:33 Oggi in Consiglio dei ministri ci dovrà essere un chiarimento, l’Unione deve dire da che parte sta, Fassino ha già detto che lui rinnova piena fiducia al ministro Mastella, io la fiducia a Mastella non la rinnovo alla luce di quanto avvenuto queste settimane”. Lo dice a Radio Radicale il capogruppo dell’Idv alla Camera Massimo Donadi.

Mi raccomando, Romano…tranquillissimo eh!

Categorie: governo · prodi

Polonia liberata

22, Ottobre, 2007 · 2 Commenti

Image HostingE’ finita. Grazie a Dio (e alla maggioranza dei polacchi), almeno uno dei folli gemelli Kaczynski è andato a casa, rispedito al mittente, ricacciato nell’anonimato. Già, perchè gli ultimi due anni per la Polonia sono stati qualcosa di intollerabile. Caccia alle streghe, caccia ai comunisti e agli omosessuali, veti d’antan sui provvedimenti europei e altro ancora. Insomma, un turbillon di schifezze degno della peggior destra xenofoba europea, quella che in pratica è scomparsa dal nostro Continente circa sessant’anni fa.

Il duopolio gemellare ha lasciato traccia: bizzarro, certo, ma anche pericoloso e drammaticamente penoso. Ma ora è tutto un ricordo, un incubo da cui ci si è svegliati. Sì, perchè le elezioni (con il tasso di affluenza più alto dal 1989) hanno consegnato le chiavi del Paese al liberale Donald Tusk, che ha promesso ai suoi connazionali di farli vivere meglio. Sicuramente, ora i piccoli polacchi potranno tornare a vedere i Teletubbies… i Kaczynski brothers li avevano proibiti perchè incitavano all’omosessualità. Probabilmente anche gli insegnanti gay, grave la loro colpa, infamante!, avranno la possibilità di tornare in cattedra. Il precedente Premier, infatti, aveva fatto dire al viceministro dell’Istruzione, tale Miroslaw Orzechowski, che “Gli insegnanti che si dichiareranno omosessuali, saranno licenziati dal lavoro. Certa gente non può lavorare con i bambini“.

Siamo molto fiduciosi che anche la caccia al vecchio comunista, alla spia incappucciata, al monsignore traditore, sia terminata. La lustracija è stato qualcosa di abominevole: non la percepisco come un’operazione di chiarezza o di pulizia, come una Commissione per far luce sui misteri del passato; piuttosto la vedo come un’inutile persecuzione e fustigazione pubblica del nemico, dell’uomo che in quegli anni non avrebbe potuto fare altro. Già, perchè ognuno di noi è spinto dallo spirito di autoconservazione, vorrei vedere voi a combattere pubblicamente, vis a vis, un regime protetto da Mosca. Bisogna sempre tenere ben presente il contesto storico e sociale in cui certi fatti si verificarono, e non proiettare nel presente situazioni vecchie di trenta o quarant’anni.

Ma ora possiamo parlare d’altro, tanto l’incubo è finito. La Polonia è liberata. Ancora una volta.

Categorie: elezioni · kaczynski · polonia

l’Unione fa la forza

20, Ottobre, 2007 · Lascia un Commento

Image HostingLa finanziaria soft addobbata da P.Schioppa e presentata da Prodi come il punto di svolta, è approdata nelle aule parlamentari già da qualche giorno. Oggi sappiamo che il soft sarà contornato dalla bellezza di 1.787 emendamenti. Però, mica pochi! Un minestrone fornito di ogni tipo di verdura, non c’è che dire. Non ci sarebbe nulla di strano, perchè la nostra misera storia repubblicana ci ha lasciato ricordi ben peggiori, con leggi di bilancio elefantiache. Il problema è che di quei 1.787 emendamenti, ben 982 provengono dalle fila unioniste. Praticamente la pseudo-maggioranza governativa ha preso la finanziaria, l’ha letta (forse), ci ha sputato sopra e l’ha data alle fiamme. Perchè per presentare 982 proposte di modifica (contro le 805 del centrodestra) significa che l’elaborato padoo-schioppano è proprio una porcheria. Bocciato dall’Europa (a cui Prodi ha replicato sdegnato “ci facciano lavorare“), il progetto della finanziaria avrà quindi vita lunga e difficile in Parlamento, specie al Senato, dove già si alzano le minacce degli ormai celebri dissidenti. Stavolta, sussurriamo piano piano, potrebbero non bastare gli evergreen ad vitam. L’anno scorso, per la cronaca, il senatore Cossiga votò sì dichiarando che non aveva letto il testo, ma siccome siamo in guerra è necessario che ci sia un governo. Forse oggigiorno la guerra immaginaria non c’è più, e le cose potrebbero cambiare decisamente. Vedremo. Sta di fatto che pure Schifani oggi ha rilasciato una dichiarazione condivisibile:”La maggioranza fa l’opposizione a se stessa“. Beh, che dire…ha ragione Schifani! E pure Calderoli, genio dei trabocchetti parlamentari, ha argutamente detto che “la maggioranza ha bocciato la finanziaria di Prodi“. Dall’altra parte c’è ovvio e comprensibile imbarazzo. Il presidente incompetente Fra’ Marini osserva che “c’è un numero eccessivo di emendamenti“. La scoperta dell’acqua calda. Sempre bello sveglio lei, Presidente!

Vedremo come andrà a finire, ma è certo che per Mortadella e i suoi companeros, compreso il sottosegretario della vergogna, Ricardo Franco Levi, le cose si stanno mettendo male, molto male. Ai posteri l’ardua sentenza…ma è meglio spolverare il pallottoliere…

Categorie: finanziaria · governo · senato

Il Dalai Lama alla Camera, approviamo

18, Ottobre, 2007 · 1 Commento

Image HostingBenedetto Della Vedova è un politico in gamba, che apprezzo molto. Oggi, leggendo sul sito dei Riformatori Liberali, componente preziosa del centrodestra, sono venuto a conoscenza dell’iniziativa finalizzata a far sì che il Dalai Lama possa parlare alla Camera dei Deputati in occasione della sua prossima visita italiana, prevista a dicembre. La lettera è già stata sottoscritta da settanta parlamentari, di varie parti politiche. E questo è un bene. Speriamo che il Presidente Bertinotti, nonostante le sue simpatie maoiste, sappia farsi carico della questione, tentando di portare in Aula, a parlare, un grande uomo dei nostri tempi. Sarebbe senza dubbio un bagliore che illuminerebbe l’attuale situazione politico-sociale italiana. Magari per un giorno sentiremmo meno schiamazzi e meno risse.

Detto quindi che Richelieu sostiene incondizionatamente l’iniziativa, vorremmo anche che la società civile nostrana (quella che tanto si attiva riempendosi la bocca di “human rights”) tornasse a riempire le strade per dire sì al Dalai Lama. Forse è solo un sogno, ma sognare non è illecito.

Categorie: dalai lama · della vedova · riformatori liberali