Il padre della Patria ha parlato. Dopo mesi e mesi di forzati silenzi (almeno così leggiamo sulla stampa nostrana), il Re senza Corona, l’inquilino dello sfarzoso Quirinale, ha aperto la bocca per difendere la casta pannolona della quale, seppur per breve tempo, anche lui ha fatto parte. Succede che un leader dell’opposizione, il senatore Storace, l’assente alla votazione sulla Rai, ha tuonato contro il sopruso democratico messo costantemente in atto dagli ad vitam. Oggetto della rabbia, nell’occasione, la fragile e vegliarda Rita Levi Montalcini. Mai l’avesse fatto. Napolitano ha rotto gli indugi: “Mancarle di rispetto, infastidirla, tentare di intimidirla è semplicemente indegno”. Però! Giorgione nostro ci ha dato dentro stavolta, e pure di brutto! Sarà l’influenza di Lady Clio, certo è che il pacato primo cittadino italiano non si era mai spinto così avanti nell’agone politico, almeno da quando abita lassù sul Colle che fu dei Papi e dei Re.
Il capo de La Destra, però, sanguigno com’è, non ha badato a contenersi nella risposta. “La sua è un’indignazione fasulla. Invito Napolitano a stare zitto nel dibattito politico”. Ma non è mica finita qui! “Giorgio Napolitano non ha alcun titolo per distribuire patenti etiche. Per disdicevole storia personale, per palese e nepotistica condizione familiare, per evidente faziosità istituzionale”.
Azz! Vediamo di fare un po’ di luce su questo interessante scambio di battute… Personalmente sono uno di coloro che odia l’aura quasi divina che circonda il Presidente della Repubblica in Italia. Da noi, il Capo dello Stato è un semi-dio. Intoccabile, incommentabile. Solo inchini e baciamano. Nient’altro. Guai a chi osa contraddirlo, sarebbe tacciato come pericoloso fascista. Il Presidente è, come ben ci hanno inculcato nelle teste, il garante della Costituzione, quel mito di carta di cui ho già parlato qualche giorno fa. Per definizione, il Capo dello Stato è saggio, distante dall’agone politico, imparziale. Infatti, come ben dimostra la storia, questo ritratto che ci viene dalla dottrina ben si adatta all’Emerito Scalfaro, ad esempio. No? Imparziale, bilancia umana. Perennemente al centro.
Quanto a Napolitano, poi, di cose da dire ce ne sarebbero. Innanzitutto, è proprio saggio un Presidente che salutò con applausi scroscianti il cannoneggiamento di Budapest, l’ingresso dei carrarmati del suo amato Soviet di Mosca in uno stato indipendente. Un bel presidente, davvero. Tra l’altro ci ricordiamo tutti come avvenne la sua elezione: eletto dal Politburo, prelevato dallo scranno senatoriale (vitalizio, certo…è di sinistra), messo sul Colle. Praticamente scelto solo dalla finta maggioranza politica e parlamentare impersonificata dall’Unione prodiana. Un bel coraggio a dire che è super-partes. Infatti il più entusiasta a destra della sua elezione fu Marco Follini, quello che ora è un padre del Pd. Ce lo ricordiamo anche in occasione della crisi di Governo dello scorso febbraio. Giorni di consultazioni, alla fine ratificò il dodecalogo o decalogo (non ricordo, tanto è stato cestinato nell’immediato) rimandando Mortadella in Parlamento per “un passaggio di verifica”, quando invece avrebbe potuto almeno ridargli l’incarico. Almeno in rispetto del popolo che lui dovrebbe rappresentare. Ma forse è chiedere troppo.






