E’ razzismo?

1, Novembre, 2007 · 12 Commenti

La storia si ripete. Una donna aggredita, seviziata, violentata, gettata in un fosso. La sua colpa? Nessuna, assolutamente. Chi era l’aggressore? un rumeno, come quasi sempre. Già, questi nostri “fratelli europei“, sono sempre più protagonisti di fatti di cronaca nera, dove impersonificano sempre il ruolo del carnefice, del delinquente. E’ la cruda verità. Spiace dirlo, ma non ci possiamo fare niente. Un giorno ci sono gli zingari (rumeni) che si rendono protagonisti di cose verognose, come l’assassino ubriaco che al volante ad Ascoli uccise quattro ragazzi. Un altro giorno c’è il giovanotto di turno che pensa bene di far fuori una povera donna.

Sarà un caso, certo, sta di fatto che in mezzo ci sono sempre loro. Beppe Grillo li definì una bomba ad orologeria, e io mi sento di condividere questa dura definizione. La Romania da poco è in Europa. Sciagura delle sciagure. Un Paese arretrato, politicamente inaffidabile, che non aveva una-dico-una carta in regola per entrare nel concerto delle nazioni con la bandiera blu stellata. Eppure, per mera opportunità politica (non lasciare l’Est nelle mani di Putin), Bruxelles decise di accelerare ogni procedura e di tapparsi entrambi gli occhi con enormi fette di mortadella. Occhio non vede, cuore non duole. Già, peccato che oggi si vedano i risultati di questa incredibile miopia degna delle diplomazie post prima guerra mondiale, dove tutto andava sempre bene, e non c’era mai nessun pericolo per i delicati equilibri continentali.

E’ ora di finirla con questo volemose bene, con questo venghino siori venghino, tanto le porte sono aperte. Basta, non se ne può più. E’ vero che alcuni Stati europei, sicuramente più lungimiranti e realisti di noi poveri italiani, hanno preso per tempo le dovute contromisure nei confronti dei rumeni, ma penso che il problema sia più profondo. Può quest’Europa accogliere tutti? Ne siamo proprio sicuri? Io no. Io avverso ogni cosmopolitismo idealista…per me non porta a nulla. Solo danni. Preferisco stare con i piedi per terra, e guardo sempre con maggiore scoramento a questo baraccone che è l’Unione Europea. Dico scoramento e non illusione, perchè io non ci avevo mai creduto. Mai.

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