Poveri rom, poveri rumeni! Quante volte nelle ultime settimane, negli ultimi mesi, i soliti benpensanti hanno speso queste parole così banali da essere penose. Oggi sappiamo che uno di questi poveri ragazzi, condannato per aver assassinato quattro giovani ragazzi in provincia di Ascoli Piceno lo scorso aprile, è diventato testimonial di una serie di gadget col marchio “Linearom”. Già il nome dice molto.
Ecco, ancora una volta, il senso della giustizia italiana. Una giustizia che vale meno di niente, in cui è difficile riconoscersi. Grida ancora vendetta la condanna a sei anni e sei mesi agli arresti domiciliari. Evidentemente in Italia guidare ubriachi, travolgere e uccidere quattro giovani comporta una pena da ridere. Se poi questa lascia pure il tempo di diventare modelli, beh, non rimane altro che sospirare e allargare le braccia. Scoramento. Ha ragione Azouz Marzouk, protagonista (suo malgrado) del dopo-Erba. “In Italia non si sente parlare mai di ergastolo”.
Come dargli torto. Qui si è contrari alla pena di morte, ovviamente, ma non certo all’ergastolo. Se aboliamo le pene forti e severe, non resta nulla.
Rendiamoci conto che il sistema-giustizia in Italia si sta decomponendo. Letteralmente. Prima che sia troppo tardi, ma forse lo è già.







5 risposte finora ↓
Leppie // 28, Novembre, 2007 a 7:53 pm |
Scusa, ma a me il problema pare piú grosso.
Se questo è diventato testimonial, vuol dire che la gente (italiani) compra.
E tu ti fai un problema che sia rom, rumeno, col permesso di soggiorno o irregolare? Che la pena sia di sei anni o sia l’ergastolo?
Perché, con l’ergastolo sarebbe cambiato qualcosa?
Francesco // 29, Novembre, 2007 a 5:39 pm |
Leppie, non è questo il punto. Non necessarimente si fa un capo d’abbigliamento perchè la gente compra. Più spesso accade il contrario: la gente compra se c’è un capo d’abbigliamento o anche altro.
Per questo io penso che ci siano due soluzioni: si boicotta, ma non credo che ormai la gente sia più capace di distinguere tra bene e male di abbandonare il verme scigurato che le si è annidato nel cervello: il calcolo del bisogno utilitaritico. Oppure si impedisce a questi capi di essere comprati. Si blocca l’iniziativa sul nascere, si sequestra la merce. Al diavolo il libero mercato ! Di fronte alla giustizia, quella reale, nessuna scusa dovrebbe reggere.
Non un soldo deve finire nelle tasche di un assassino e non un centesimo in quelli di qualche agente senza scrupoli che sfrutta l’eco miserabile di un criminale a scapito del dolore delel famigle delle vittime.
Un saluto
Bolognabug // 30, Novembre, 2007 a 1:12 pm |
concordo…il fatto che la gente compri i suoi prodotti non può e non deve fare la differenza
Leppie // 2, Dicembre, 2007 a 2:35 am |
Ma il post su cos’è, perdonatemi?
Blog Miss Net » Modelli assassini // 31, Dicembre, 2007 a 10:20 am |
[...] D@di: [...]