Post da Dicembre 2007
29, Dicembre, 2007 · 2 Commenti
E così siamo praticamente giunti alla fine del 2007, un altro anno della mia e della nostra esistenza. E’ stato un anno intenso, e non parlo solo sul piano personale, dove comunque devo registrare bellissime conoscenze che mi hanno profondamente segnato. In Italia e nel Mondo ne abbiamo viste di tutti i colori, gioie e dolori, tragedie e notizie curiose. E’ il classico repertorio di ogni anno. Francamente non me la sento di fare bilanci, non avrebbero senso alcuno. Abbiamo gioito per la vittoria di Sarkozy (apertamente appoggiato dal sottoscritto) e per LE vittorie del Milan, squadra più titolata al Mondo. Abbiamo sofferto per la tragica morte di Benazir Bhutto, flebile speranza di laicità pakistana. Ci siamo divertiti ad assistere alle esilaranti maratone senatoriali, dove il nostro Parlamento ha dato prova (per un anno intero) della sua unicità. Melodrammatico davvero.
Speriamo che il 2008 sia migliore…tanto si dice sempre così, giusto?
Intanto prendetevi i miei auguri. Non valgono niente, lo so.
Ma sono meglio del niente. Appunto.
Categorie: 2007
27, Dicembre, 2007 · 3 Commenti
Benazir Bhutto, 1953 – 2007
martire
Categorie: bhutto
24, Dicembre, 2007 · 2 Commenti
Buon Natale a tutti, amici e nemici. Che questi giorni siano sereni, di riposo (ahaha, rido, scusate), di relax in famiglia, se la famiglia porta relax. E così se ne sta andando un altro anno, entriamo nel bisestile 2008…vedremo. Nostradamus non dà particolare peso a tale anno, meglio così. Ai posteri, come sempre, l’ardua sentenza.
Ancora auguri dal Senatore!
Categorie: natale
23, Dicembre, 2007 · 5 Commenti
E’ Natale. Ci sono
senatori folgorati sulla via di Damasco. E’ il caso di
Paola Binetti, che al
Foglio di Giuliano Ferrara parla della sua
invocazione allo Spirito Santo affinchè il decreto sul pacchetto sicurezza fosse cassato, bocciato, annacquato. Ne parlo
qui.
Categorie: binetti
22, Dicembre, 2007 · 3 Commenti
“Questo governo è un disastro”. Chi l’ha detto? Silvio Berlusconi? Gianfranco Fini? Michela Vittoria Brambilla? No, nessuno di questi illustri (più o meno) rappresentanti dell’opposizione. Questa frase tranciante è stata espressa ieri dal Magnifico Rettore dell’Università di Udine, quel Furio Honsell celebre al popolo italiano per essere ospite fisso nel programma di Fabio Fazio su Raitre, Che tempo che fa. Sono affermazioni forti, specie se provengono da un accademico molto vicino al centrosinistra, tanto da essere stato inserito (qualche mese fa e per breve tempo, comunque) nella lista dei papabili alla successione di Riccardo Illy quale Governatore della Regione Friuli-Venezia Giulia, nel caso di rinuncia alla candidatura-bis dell’imprenditore del caffè.
Honsell ci è andato giù pesante: “Con profondo rammarico, dopo 7 anni, vedo lo scenario a livello di sistema veramente deludente”. E dopo un discorso bomba contro le scelte della finanziaria prodiana, arriva, in conclusione, l’affondo: “Se non rinsavisce il bilancio dei 5 anni del ministro dell’università, Fabio Mussi, sarà peggiore di quello del suo predecessore, Letizia Moratti”. Però! Un rettore ulivista che addirittura rimpiange Madame Moratti! Queste sì che sono notizie… L’atto di accusa è proseguito poi nel denunciare (con tanto di esempi) “lo scarso interesse dimostrato finora dal Governo nei confronti dell’Università”.
Ebbè, certe notizie fanno piacere. Per cinque anni abbiano assistito a impiccagioni simulate di Letizia Moratti, con manichini che venivano appesi alle terrazze dei licei italiani; abbiamo visto cortei, scritte oscene sui muri delle università (con tanto di cattedratici gaudenti alla lettura), incatenamenti, manifestazioni, scioperi… Oggi contro Mussi nulla di tutto ciò. L’anno scorso era a rischio il riscaldamento negli atenei nostrani, tant’è che il Rettore di Ancona minacciò di aprire le porte delle facoltà ad agosto. Qualcuno di voi ha notato qualche protesta da parte dei sedicenti rappresentanti di Ateneo? Avete visto gente scendere in strada? Io no, o meglio: ho assistito a gente che partiva per manifestare contro la base di Vicenza o per andare a Genova a salutare idealmente i compagni detenuti.
Ma contro il Governo che nega ogni cosa più elementare alle Università non si è alzato un dito.
Oggi forse qualcosa inizia a muoversi. Speriamo sia solo l’inizio.
Categorie: governo · università
20, Dicembre, 2007 · 1 Commento
Un estratto dall’articolo di Gian Antonio Stella pubblicato sul Corriere della Sera di oggi:
C’è chi con la Legge finanziaria si è scottato. Come le famiglie con figli down. Che ancora una volta si sono sentite tradite. Erano più di dieci anni che aspettavano che fosse riconosciuto a tutti i disabili, anche a quelli un po’ meno gravi che qualche lavoretto riescono a farlo, il diritto alla pensione di reversibilità dei genitori. I quali vivono con l’incubo di morire lasciando i loro cari esposti alla vita quotidiana come ai flutti di un mare in burrasca. Avevano scritto a Tommaso Padoa Schioppa e il ministro dell’Economia, turbato, aveva dato la sua parola: quel milione e mezzo di euro necessario, cascasse il mondo, sarebbe stato trovato. Macchè: all’ultimo momento la commissione bilancio della Camera, dovendo tagliare qua e là per far quadrare i conti, ha tagliato là: “Spiacenti, i soldi sono finiti”.
Apprendiamo tuttavia, che nella Finanziaria (per nostra fortuna) sono contenute misure molto più importanti ed apprezzabili che la succitata reversibilità ai down:
Categorie: finanziaria · governo
Alè! Squillino le trombe! L’italico carretto guidato da Romano da Scandiano, dal D’Alema Ministro, con Pannella e Bonino al seguito, ha trionfato in quel di New York, dove l’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato la risoluzione sulla moratoria della pena di morte. Dovremmo essere tutti felici per questa notizia, soprattutto dovrebbe esultare chi (come chi scrive qui) è da sempre fieramente contrario al cappio. Invece non esulto, non urlo la mia gioia (anche perchè l’umore è quello che è, ma questo è un altro discorso…). Piuttosto rido.
Rido nel leggere le pravde nostrane, i baldanzosi sepolcri imbiancati che danzano oggi sulle prime pagine dei quotidiani, intenti a stendere peana celebrativi del Governo. Pure il saggio Cassese ha dato del suo su Repubblica. Parliamoci chiaro, questa risoluzione è una cavolata, uno specchietto per le allodole, uno strumento confezionato per far credere che l’Italia conta davvero qualcosa. Ma figuriamoci! Quella risoluzione non è vincolante. E questo basta per dire che la sua portata è pari allo zero. In pratica, qualunque Stato membro delle Nazioni che abbia votato il testo proposto può benissimo disattenderlo già domani, perchè nessuno gli impone il contrario. Per chi non lo sapesse, l’Assemblea Generale dell’ONU conta meno del Consiglio Comunale di Trepalle (Sondrio). E’ un organo vuoto, simbolico, rigorosamente e rigidamente subordinato al Consiglio di Sicurezza, rara espressione di anti-democrazia in seno ad un’organizzazione che si presenta al Mondo come garante e simbolo della democrazia e della libertà.
Insomma, una vittoria del piffero. Certo, moralmente è un successo, ma nella pratica (ed è quello che dovrebbe interessare) non vale nulla. Ma tanto è inutile dirlo, pure l’uomo del Colle (Napolitano Giorgio) ha espresso la sua “gioia incontenibile per lo straordinario risultato conseguito”, quasi fosse il Papa. Evidentemente, il fatto che sia un risultato nullo non interessa a nessuno. Contenti loro, contenti noi.
Categorie: governo · onu · pena di morte
18, Dicembre, 2007 · 2 Commenti
Il 16 gennaio la Corte Costituzionale si riunirà in camera di consiglio per valutare circa l’ammissibilità dei tre quesiti referendari promossi da Giovanni Guzzetta. Entro il 10 febbraio i parrucconi della Consulta dovranno decidere: saranno quattordici e non quindici, perchè il moderato Romano Vaccarella (dimessosi in seguito a pressioni politiche) non è ancora stato sostituito. Le sensazioni di queste ore sono volte al peggio. Si sente dire in giro che la Corte dichiarerà inammissibili tutti i quesiti. Vedremo.
Capezzone intanto invita il duo Uolter-Berlusca a vigilare su Palazzo della Consulta, a fare luce su pressioni improprie (ma di routine) che provengono da esponenti delle nostre istituzioni. Personalmente sono sempre stato scettico circa la bontà di questa “rivoluzione guzzettiana”; ritengo infatti che con una leggina italian-style sarebbe aggirabile ogni meccanismo finalizzato a rendere bipartitica questa nostra sciagurata Repubblica. E’ sempre lo stesso gioco: maxi cartelli elettorali che poi in aula si dissolvono in trentasette micropartitini o cosiddetti movimenti. E i casini (absit iniuria verbis) riemergono.
Ma ogni tanto bisogna pure essere ottimisti. Mi riprometto di esserlo, almeno stavolta. Tra l’altro ho pure tentato di firmare a sostegno del referendum, la scorsa estate. Peccato che, causa disorganizzazione del comitato, i moduli erano già stati inviati a Roma con quindici giorni d’anticipo rispetto alla data indicata per la chiusura della raccolta-firme. Peccato. Comunque è meglio di niente, almeno è il segnale che qualcosa si muove. Ed è tanto, per l’Italia.
Categorie: politica · referendum
17, Dicembre, 2007 · 1 Commento
“Incontrare il Dalai Lama non era prudente per motivi di ragion di Stato”. Lo dice il presidente del Consiglio Romano Prodi parlando a ‘Che tempo che fa’. “Ero ai vertici europei”, risponde il premier innanzitutto. Poi aggiunge: “Comuqnue si deve usare prudenza in questi casi. Se è indispensabile si possono fare eccezioni, sennò debbo rendermi conto delle conseguenze finali delle mie azioni. C’è un discorso: la ragion di stato esiste, io ne sono responsabile”.Vergognoso. Semplicemente vergognoso. Il nostro Presidente del Consiglio invoca e si aggrappa, come un koala al suo adorato eucalipyo, alla ragion di Stato. In pratica tira fuori la più volgare delle motivazioni per negare udienza ad un’altissima autorità spirituale, all’uomo che incarna la voce del Tibet, che da decenni reclama libertà. No, per il Governo dei diritti umani, quello dove siede a poltrire la pasionaria Emma Bonino, un tempo davvero in trincea, sta zitto.
Prima il Presidente della Camera dice no all’iniziativa dei Riformatori Liberali di aprire l’aula di Montecitorio alle parole (sagge) del Dalai Lama, ora apprendiamo le auguste motivazioni che hanno fatto propendere per lo snobismo pure il signor professor Romano Prodi. Complimenti. Per quest’ultimo, quindi, ogni azione necessaria per il bene dello Stato è giusta, anche se moralmente spregevole. Bel senso dello Stato, Mortadellone caro! Perchè è questo che afferma la tanto amata (da te) ragion di Stato. Botero e Machiavelli ci hanno scritto pagine su pagine, e un uomo di cultura come te, Romano, dovrebbe saperlo. Bush lo glorifica e se ne frega delle sparate cinesi, il Mondo lo ammira. L’Italia, come al solito, si fa notare per i suoi distinguo. Vorremmo sapere dal Premier da chi ci dobbiamo guardare.
Forse qualcuno minaccia la nostra esistenza? I carrarmati di Pechino sono alle porte? Ma come! Noi siamo protetti…Diliberto il comunista ci salverà, lui ha buoni rapporti con i figli e i figliocci di Mao. Uno Stato forte, che si rispetti, è uno Stato orgoglioso, che sa prendere decisioni anche eclatanti. Certo, quello sarebbe uno Stato indipendente… Evidentemente noi non lo siamo.
…Eppure dal 10 aprile 2006 ci stavano raccontando che avevamo recuperato l’antica (?) autorevolezza…
Categorie: dalai lama · prodi
16, Dicembre, 2007 · 3 Commenti
Essere milanisti è questo. E’ tifare, è amare la propria squadra. E’ un amore morboso, che ti porta in giro per il Mondo, che ti fa sognare, fantasticare. Ami una squadra vincente, un gruppo che non cambia da anni, che ti dà certezze, ti dà emozioni. Sai che su quei ragazzi, su quello staff tecnico puoi scommettere ad occhi chiusi. Non ti deluderanno. C’è chi ti rema contro, chi si inventa complotti per eliminarti, per cacciarti nell’oblio, tentando di paragonarti a chi ha fatto il bello e il cattivo tempo per almeno un decennio. Certo, ovviamente i torti (clamorosi) subiti non contano. Conta solo perseguitare il club di Berlusconi: ti mettono contro Guido Rossi, Francesco Saverio Borrelli. Mancava solo Ilda Boccassini, e il quadro inquirente sarebbe stato al gran completo. Come ai bei tempi. Ma si dimenticavano che avevano a che fare con il Milan, un monumento che si staglia sul globo da ben 108 anni, ed è difficile da abbattere. E’ un concentrato di storia, di palpiti, di fremiti, di pianti, di gioie. Ma è sempre il Milan, il vecchio diavolo mai domo. E anche oggi, nel giorno del suo compleanno, ha dimostrato a tutti quanto vale. Forza, lotta, vincerai. Non ti lasceremo mai! Grazie ragazzi, ancora una volta mi avete reso orgoglioso di avere il cuore rossonero.
Categorie: campioni del mondo · milan