Post da Gennaio 2008

Addio!

30, Gennaio, 2008 · Lascia un Commento

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15% in Florida, terzo tra i repubblicani. Lì doveva vincere.
Ha disastrosamente perso. E’ finita. 

Categorie: giuliani · usa

Aiutateli

28, Gennaio, 2008 · 2 Commenti

“Invito tutti alla responsabilità nazionale, faccio un appello sincero al senso di responsabilità nazionale di tutte le forze politiche, nell’interesse del paese. E’ necessario riscrivere le regole del gioco. Noi siamo disposti a farlo. Siamo convinti che sia possibile prendere 8-10 mesi, forse un anno, per avviare la stagione delle riforme: cambiare la legge elettorale, i regolamenti parlamentari, dimezzare il numero dei parlamentari”.

Il taumaturgo inizia a dare segni di cedimento. I suoi poteri si stanno esaurendo. L’opposizione del vecchio Romano (Prodi) è forte, dura da battere, logorante. Le maledizioni del Prof iniziano a farsi sentire sulle già provate spalle del Sindaco più bravo del Mondo, e gli fanno sparare delle grosse, grasse, cavolate. Abbiamo pietà di lui.

…e anche della piddina Pollastrini che ha invocato un “governo di salvezza nazionale”

Categorie: governo · veltroni

Requiescat in pace

25, Gennaio, 2008 · Lascia un Commento

Image HostingE’ finita. Diciotto mesi di passione, di agonia, di sofferenza. La zattera alla fine è naufragata, come sapevamo da tempo. Ha resistito pure più di quanto potessimo aspettarci, ma l’ineluttabile destino alla fine si è manifestato in tutta la sua travolgente portata. Eh sì, scusate la verve poetica di questo venerdì 25 gennaio 2008, ma ci vuole. Più di metà Italia è in festa, il peggior governo della storia repubblicana (definizione che passa di bocca in bocca ai nostri politicanti) ha cessato di vivere ieri sera, poco dopo le 20.30, quando Franco Marini ha annunciato al Mondo il verdetto del voto di fiducia: con 161 no (e un astenuto), Prodi ha dovuto iniziare a preparare i bagagli. Sfiduciato, cacciato, fatto fuori. “Giustiziato”, titola oggi Libero.
Giustiziato dal suo stesso partito, probabilmente. Quel Piddì di cui Mortadella è Presidente. Quel Piddì che ha Veltroni come Segretario, il quale da due mesi stava logorando (esplicitamente ed implicitamente) l’esecutivo già barcollante. Serietà, felicità, coesione, unione. Forte, forte, forte. Quante volte il Professore aveva proferito, col suo tono da reverendo orante, queste parole così dense di significato ed ora quantomai ridicole? Tante, troppe.
Se l’è tirata. Non poteva durare, lo sapevamo tutti. L’immagine più chiara che fa da sfondo alla tragica esperienza di questo Prodi II si è vista ieri: gli hanno votato contro due che stavano con lui, il regicida Turigliatto (trotzkista incallito) e il filomonarchico Fisichella. Che razza di coalizione era? Binetti da una parte, Menapace dall’altra; Palermi con Mastella, Diliberto con Dini. L’incubo è finito, scrive Daw, con il quale abbiamo seguito quattro intensi giorni di maratona.
Sì, è proprio finito. Ora la palla passa all’uomo del Colle, regista atteso di una partita degna dei migliori palcoscenici internazionali. Caro Napolitano, poche storie. Si deve andare a votare. Non vogliamo pastrocchi all’italiana, non ci sembra il caso. Alle urne! Che la parola torni al popolo, che dopotutto è ancora sovrano. O no?

Categorie: governo · prodi · quirinale

Sarà la volta buona?

22, Gennaio, 2008 · Lascia un Commento

VERSO LA CRISI

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Noi ci trasferiamo, come al solito, su DAW

Categorie: governo · prodi

Il Paese dell’assurdo

20, Gennaio, 2008 · 6 Commenti

“A me scappa da ridere. Dopo le tante cose serie di questi giorni, a cominciare dall’emergenza rifiuti di Napoli, sentire che Berlusconi rischia il rinvio a giudizio per la vicenda delle attrici mi fa ridere”.

Senti senti… Chi ha pronunciato secondo voi queste parole così drastiche e soavi per le orecchie del Cavaliere? E’ stato Sandro Bondi? Cicchitto? O forse è stata Mara Carfagna? No. A rilasciare queste dichiarazioni è stato Giuseppe Caldarola, deputato del Partito Democratico ed ex diessino (convinto). E’ significativo che ad esprimere solidarietà al leader dell’opposizione sia un esponente della attuale maggioranza. Evidentemente pure da quelle parti si sono accorti che i pm partenopei la stanno facendo fuori dal buco. Parliamoci chiaro: in Campania sono sommersi dall’immondizia, i ratti grossi come gatti si divertono a rovistare tra i sacchi lasciati  in strada, la puzza rende irrespirabile l’aria, favorendo il diffondersi di malattie certificate dall’OMS. Eppure, in tutto questo dramma, le toghe napoletane si concentrano su Berlusconi, sulle vallette, sulle attrici. Il reato di Silvio è quello di amare le donne. Non lo dico io, ma sempre Caldarola. E’ assurdo, vomitevole. In quale altro Paese accadrebbe ciò? Non so dare risposta, sinceramente.

Rimane lo sconforto (quotidiano) nel descrivere questa Italia sempre più ridicola agli occhi del Mondo. Sembra quasi che lo facciamo apposta. Sarà così?

Categorie: berlusconi · giustizia

Italiana Universitas…

16, Gennaio, 2008 · 11 Commenti

E così il Papa non andrà domani alla Sapienza in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico. Sconforto. Nella nostra Italia sempre più sfigata, basta che sessantasette pseudo-luminari di non si sa bene (ancora) cosa si appellino al Rettore con una lettera abominevole, aizzando contemporaneamente la squadriglia dei collettivi studenteschi (meglio se di scienze politiche, ovviamente) per impedire ad un’autorità (per me morale, per altri politica) come Benedetto XVI di prendere parte alla cerimonia universitaria. Vabbè, anni fa nei licei nostrani veniva impiccato il fantoccio di Letizia Moratti (allora ministro dell’Istruzione e dell’Università) e gettato dalle finestre o dalle terrazze, ora ci limitiamo a issare striscioni e ad occupare sedi pubbliche.
Che dire, non è che l’ennesima prova del degrado in cui versa l’Italia. E’ un degrado politico sì, ma ancor più culturale, dove non è consentito più esprimere la propria opinione. In altri Paesi, seri e democratici, normalmente si ascolta e poi si passa a contestare, confutando, argomentando. No, da noi è sufficiente ricordare che “Ratzinger condannò Galileo” per impedirgli di prendere parola alla Sapienza.
Ahi ahi. Dove andremo a finire? E’ un paese che non sa dialogare ma solo ringhiare, scrive Daw. Come dargli torto?

Categorie: papa · università

Divieto d’accesso

14, Gennaio, 2008 · 1 Commento

Il Papa, autorità spirituale di primo livello e capo della Chiesa cattolica universale non può andare in visita in un’università. Sessantasette cosiddetti luminari della scienza hanno firmato un appello per chiedere al Rettore della Sapienza di revocare l’invito a Benedetto XVI. “Fra Giordano è bruciato, Galileo ha abiurato, noi resisteremo contro il papato”, questo uno degli slogan ridicoli che gli pseudo-studenti dell’Ateneo (fondato da un Papa, nel 1303) gridano e scrivono sugli striscioni. Pure la Bonino e il solito Odifreddi si sono lanciati nella crociata che vorrebbe impedire la partecipazione di Ratzinger all’evento.

Come sanno i lettori, questo blog da sempre si è schierato su posizioni indigeste al dettato vaticano; è sufficiente dare un’occhiata ai vari post pubblicati nei primi quattro mesi di vita di Richelieu per scoprire che chi scrive è favorevole all’eutanasia, al matrimonio per i preti, ecc. ecc. La questione qui è un’altra: in nome della libertà si vuole impedire qualcosa. Non potrebbe esserci contraddizione più evidente. Il Papa è un’autorità (religiosa) e ha tutto il diritto di essere invitato e parlare alla platea. Evidentemente ai dotti sapientini non importa che Benedetto XVI terrà un intervento sulla proibizione della pena di morte, bensì quello che turba è la sola sua presenza nell’aula magna. Sconcerto mio personale. Sembra di tornare indietro di decenni, dove coloro che si definiscono “combattenti” per la libertà dei popoli sono in realtà i primi sovversivi.

E ciò vale anche per i 67 sottoscrittori dell’appello, che si sono macchiati di ridicolo. Peggio, si sono dimostrati infantili, bambocci capricciosi. La giustificazione circa il processo subito da Galileo è ridicola. Forse  vogliamo far pagare al Papa un fatto accaduto quattrocento anni fa? Credo che il tutto non meriti commenti ulteriori. La società nella quale viviamo si sta sempre più decomponendo, sembra di tornare allo stato di natura hobbesiano. Senza regole e senza ragione. Che pena! Invece di proibire a Ratzinger (o a qualunque altro, sia chiaro) di andare all’università, farebbero meglio a starsene zitti e andare a Campo de’fiori a portare una corona sotto la statua di Giordano Bruno. Sarebbe una bella cosa, una finezza degna di laici integerrimi. Invece no, in Italia si preferisce insultare, inveire, insultare. Contenti loro

Categorie: laicismo · papa · università

Interviste da Corriere

10, Gennaio, 2008 · Lascia un Commento

Il solito Corriere della Sera si è impegnato, ancora una volta, per tentare di dare un’immagine sfocata di qualche candidato (repubblicano, obviously). Il pezzo di oggi lo troviamo a pagina 5, è un’intervista della carettiana (da Ennio Caretto) Alessandra Farkas a tale Jonathan Franzen, “guru della nuova intellighenzia liberal newyorchese”. Il signor Franzen è celebre nel Mondo per aver scritto “La ventisettesima città”, “Le correzioni” e “Come stare soli”. Oggetto dell’intervista vorrebbe essere il veterano McCain, in realtà è una serie di schifezze gettate addosso a Rudolph Giuliani. Sentite qua:

“Il leader pazzo, guerrafondaio e fanatico cui si riferiscono (molti analisti che prevedono nuove avventure militari Usa, nd senatore) si chiama Rudy Giuliani. L’ex sindaco di New York è l’unico con piattaforma neocon aggressiva e potenzialmente letale per il futuro del pianeta. Se diventasse presidente attaccherebbe subito l’Iran”.

La sagace Farkas interviene e domanda: “Potrebbe succedere?”

“No, per fortuna. Come tutti i newyorchesi, anche io odio Giuliani che per fortuna tra poche settimane non sarà altro che una nota a pie’ di pagina. Dimenticato dalla cronaca e dalla storia”.

Bene, ecco le brillanti interviste del primo quotidiano italiano. Sottolineiamo il fatto che “tutti” i newyorchesi odiano Giuliani, il quale è notoriamente un “neocon aggressivo“, e che per fortuna “presto sarà dimenticato dalla cronaca e dalla storia“.

Forse nel caffè del signor Franzen c’era qualcosa che non doveva esserci. Meglio controllare la prossima volta.

Categorie: elezioni · giuliani · usa

Araba fenice

9, Gennaio, 2008 · Lascia un Commento

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Lady Clinton ci aveva fatto tristezza, ma guardandola qui….

Categorie: elezioni · hillary · usa

O la va o la spacca…

8, Gennaio, 2008 · Lascia un Commento

Image HostingDixville Notch, sperduto borgo del New Hampshire ai confini con il Canada, ha dato il suo verdetto. Per tradizione, i suoi abitanti (meno di venti) si sono ritrovati allo scoccare della mezzanotte ed hanno fatto le loro scelte in merito alle primarie d’America. Risultati? Hanno vinto Obama (7 voti su 10 andati ai democratici) e McCain (4 su 7). Il fato vuole che questi quattro gatti annusino l’odore della White House, e sono generalmente in grado di prevedere chi sarà il futuro primo cittadino degli States. Fu così con Clinton nel 1992 e con Bush nel 2000. Complimenti a loro! Intanto sembra di capire che il New Hampshire sia diventato l’ombelico del Mondo: tra oggi e domani gli occhi curiosi del globo intero saranno puntati sullo staterello del New England, che secondo i tromboni nostrani determinerà l’uscita di scena di Lady Clinton. Perplessità.

Non pretendo di essere il verbo, sia chiaro, mi riesce però assai difficile pensare all’abbandono di Hillary dopo solo un caucus e una primaria, quando tra fine gennaio e il 5 febbraio si voterà nei grandi Stati, quelli che contano sul serio, e dove i polls la danno nettamente in vantaggio. Sarebbe stato, oltretutto, un gran spreco di dollari. Con ogni probabilità, insomma, la donna sopravvissutta al sexy-gate del marito perderà il New Hampshire, ma non è detta l’ultima parola, anche perchè il pur bravo Obama è un po’ troppo saccente…sembra già vedersi nello studio ovale, e questo peccato di presunzione potrebbe costargli caro, molto caro, con l’andar del tempo. D’altronde ci dicono che la supponenza è un difetto che viene imputato alla Clinton. Non vorremmo (o forse sì) che Barack si specchiasse troppo nel fascino che gli viene riconosciuto.

Dall’altra parte regna la calma (prima della tempesta?), almeno così sembra. L’elettorato repubblicano è diviso, attende qualcosa, che i duri inizino a giocare sul serio. L’establishment dell’elefante vedrebbe bene il mormone Romney sulla sedia di Bush, non è una novità. Il problema è che questi, dopo aver perso impropriamente l’Iowa (dove pure si era visto per mesi andare a servire salsicce e pannocchie alle feste paesane), rischia seriamente il ko pure nel progressista e liberale New Hampshire, dove i sondaggi dicono McCain: già, il 71enne reduce di tutto che sembrava spacciato, rischia di diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti d’America, o almeno il candidato dei repubblicani. Seriamente. Purtroppo. E Giuliani? Beh, lui ha scommesso tutto su Florida, California e New York. O la va o la spacca. Speriamo solo che il 5 febbraio gli elettori si ricordino ancora che è candidato…

Categorie: elezioni · primarie · usa