Post da Febbraio 2008

Quelli che…

28, Febbraio, 2008 · Lascia un Commento

Quelli che non avrebbero mai rinunciato al simbolo. Quelli che sarebbero andati da soli e distanti dai due partitoni. Quelli che non digerivano le fusioni. Quelli che nascevano dal Family Day. Eccoli qui, dopo un mese. Insieme, sotto lo stesso tetto. Casini e Pezzotta. Per sempre.

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Sogno o son desto?

27, Febbraio, 2008 · 1 Commento

Sarà capitato anche a voi di girare per le vostre città. E’ tempo di elezioni, manifesti e volantini si vedono dovunque si posi lo sguardo. Un’overdose che andrà sempre aumentando fino al benedetto 14 aprile, quando gli scatoloni del Ministero dell’Interno si apriranno per ricevere le schede elettorali. Ovviamente è capitato anche al sottoscritto. E fra tutto il populismo debordante, mi ha colpito il manifesto che qui vedete. Lo ritengo paradigmatico (scusate l’italiano forbito) della mistificazione che il baldanzoso Uolter sta portando avanti. Non rientrate nel caos. Voltate pagina. La prima volta che l’ho visto ero in autobus. Pensavo che la vista mi avesse giocato uno scherzo. Mi era sembrato di aver notato il gaudente viso del taumaturgo Re di Roma, ma poi mi ero convinto che una frase del genere potesse provenire solo dalle opposizioni allo sfigato Governucolo Prodi.
Invece no, avevo visto bene. Il Partito Democratico nega le proprie origini. Sì, perchè fino a prova contraria, il caos era l’esecutivo-Mortadella, e i ministri di quel baraccone erano in gran parte piddini. Dulcis in fundo, si ricorda agli smemorati (veri o che si fingono tali) che il presidente del PD è, fino a prova contraria, il Professor Prodi Romano. Già, quello che doveva cambiare l’Italia in modo serio e coeso.
Chissà se gli italiani se ne rendono conto o hanno già perso la memoria

Categorie: elezioni · partito democratico

La legge è uguale per tutti?

25, Febbraio, 2008 · 1 Commento

Sergio De Gregorio è indagato per corruzione. Passare dal centrosinistra al centrodestra per la Procura della Repubblica di Roma è evidente corruzione. Passare dal centrodestra al centrosinistra no. Dura lex, sed lex.
  • excursus elettorale: i sondaggi, quelli veri (Euromedia Research) dicono che Berlusconi è al 46,4%, mentre Veltroni è al 36,4%. Casini al 3,6%

Categorie: politica

Er mejo

24, Febbraio, 2008 · Lascia un Commento

Non c’è niente da fare. Il Partito Democratico è er mejo. Va votato perchè è ganzo, affascina tutti. E’ più ammaliante di Mata Hari, più sexy di Marilyn Monroe. Uolter è più invitante di un ghiacciolo alla menta quando ti trovi in spiaggia con 40 gradi all’ombra. Oggi ci arriva la conferma. E’ di Totti Francesco da Roma. “Grazie Walter, sei un amico di Roma”. Uno spottone degno del miglior Silvio, ma ovviamente non si può dire. Loro sono diversi.

 qui il video 

Categorie: elezioni · politica · veltroni

Democraticamente divisi

23, Febbraio, 2008 · Lascia un Commento

Il Partito Democratico si sta ammaccando. Sono eccessivo? Probabile. Ma è indubbio che l’ingresso dei Radicali nel minestrone veltroniano ha fatto emergere tutte le contraddizioni del Loft. Oggi la Segretaria invisibile, Bernardini, ha ricordato ai sigonorotti della nuova sinistra, che “vogliamo non si chieda ai radicali di smettere di fare i radicali e per questo non ci vuole molto: ci vuole ascolto e la volontà di andare in fondo alle questioni”. Insomma, sì alla cooptazione nel listone, perchè 9 seggi e una poltrona ministeriale sono sempre cosa assai gradita, ma con qualche però. I radicali, d’altronde, son sempe radicali. Devono fare casino, altrimenti non sono radicali. Chiedere, chiedere e ancora chiedere. E meno male che non erano accattoni.
A testimoniare, se ce ne fosse ancora bisogno, il caos taciuto che domina il Pd, ci si sono messi pure i virgulti teodems, quelli della Binetti, tanto per capirci. La vispa senatrice, mai così in forma, si dice “perplessa, smarrita e preoccupata” e si chiede “Ora che fine farà l’equilibrio raggiunto all’interno del partito tra area cattolica e riformista?”. Bene, la pace veltroniana sembra in pericolo, anche perchè viene annunciata battaglia: “i cattolici del nostro partito, che sono tanti, dovranno fare quadrato per difendere i loro valori stando sempre all’interno del Pd”.
Grande Uolter, in bocca al lupo. Hai una bella gatta da pelare, coraggio.

Categorie: elezioni · partito democratico

Bellezze siciliane

22, Febbraio, 2008 · Lascia un Commento

L’Udc era per Cuffaro. Miccichè, di Forza Italia, ce l’aveva con Cuffaro. Berlusconi fa l’accordo con Lombardo. Casini si incazza. Lombardo è amico di Cuffaro. Miccichè si incazza. Berlusconi candida Lombardo. Miccichè si incazza di più. Lombardo vuole pure l’Udc. Berlusconi si incazza. Miccichè si candida. Lombardo si incazza. Miccichè va a Roma. Abbraccia Berlusconi. Berlusconi candida la Prestigiacomo.
Tutto estremamente chiaro. Come si fa a non votarli?

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Diversità di genere

21, Febbraio, 2008 · Lascia un Commento

Non sono, né sarò mai un veltroniano elettore del finto Partito Democratico. Quel che è vero, però, è che sono sempre più lontano dalla mia prima casa politica

Già, perchè mentre il PdL pensa di candidare Angela Sozio (ex partecipante del Grande Fratello), Peppino di Capri e Aida Yespica (che grazie a Dio ha rifiutato), il Pd risponde con Pietro Ichino. Urgono riflessioni.

Categorie: elezioni · politica

Sì. Ma anche no. E’ il Pd.

20, Febbraio, 2008 · Lascia un Commento

Nessun commento da parte mia. Bastano e avanzano le note d’agenzia sui complessi psicologici interni al Partito Democratico.

Anna Finocchiaro dice no alla proposta di Di Pietro di lasciare Mediaset con una sola rete e richiama il leader dell’idv al rispetto del programma . “La firma del programma del Pd da parte di Di Pietro – ha detto a Repubblica radio – deve avere come conseguenza che le proposte del pd, come i due disegni di legge Gentiloni, devono essere considerate come proposte comuni. Tra l’altro, Di Pietro, dopo aver fatto quelle dichiarazioni, si è corretto. Si è trattato di un momento di intemperanza“.

D’ALEMA: “SI’ AI RADICALI”
“Noi non vorremmo fare una coalizione con il partito radicale, perché siamo contrari a questa logica, ma stiamo ragionando della possibilità che alcune personalità, in particolare Emma Bonino, possano essere nelle liste del Pd. Lo vedrei come un elemento di viva alchimia, visto che è stata un ministro eccellente ed è una donna di grande valore e capacità”. Così il vicepremier D’Alema, ospite di Radio anch’io, a proposito della trattativa tra Pd e Radicali.

BINETTI: “NO AI RADICALI”
Il Partito Democratico “non ha bisogno dei Radicali” perché rischiano di portare “conflittualità dentro il Pd“, afferma la senatrice teodem Paola Binetti, sbarrando la strada a una candidatura dei radicali nelle liste del Pd. “La loro presenza strutturata dentro il Pd sarebbe destabilizzante“, afferma la senatrice cattolica in un’intervista al Giornale, contraddicendo la linea del segretario del Pd Walter Veltroni.

Categorie: elezioni

Il programma che non c’è

19, Febbraio, 2008 · Lascia un Commento

Di questi albori di campagna elettorale di cose da dire ce ne sarebbero. Dai viaggi turistici di Veltroni alla scomparsa accertata e definitiva della Dc, dalle pretese della Bonino alle folgorazioni di Ferrara. Voglio però soffermarmi su quanto sta accadendo nel centrodestra. Da un anno e mezzo Berlusconi andava chiedendo elezioni anticipate, sventolando a destra e a manca sondaggi grandiosi...più 10, 12, 14, 16 percento sulla agonizzante corazzata prodiana. Tutto era pronto, si stava preparando ormai a rientrare trionfante a Palazzo Chigi. Si mormorava che avesse addirittura già pronta la lista dei ministri. Ora però che le elezioni le ha avute, il Cavaliere è caduto in stand-by: mogio, abbattuto, gioca a fare lo statista (ruolo che non gli si addice). Vuole fare il buono, il gentleman pronto all’agreement con lo sfidante.
Diciamocelo chiaro: Uolter è partito alla grande, davanti allo schermo è riuscito a dare l’immagine del nuovo (che sappiamo benissimo non essere), sta facendo bene: sorprendente come abbia relegato Prodi (presidente del suo partito) in un angolino, facendolo quasi dimenticare allo smemorato popolo italico. Furbo come una volpe, ha copiato il programma di Berlusconi del 2001, i famosi punti che si aprono con la fotocopia del celebre (e tanto irriso, allora) “meno tasse per tutti”. Ridicolo, sì. Però funziona.
Dall’altra parte, invece, è tutto un rincorrere, cosa impensabile fino a venti giorni fa. I ruoli sembrano essersi invertiti. L’unica cosa che sanno fare è andare a dire “ci copiano il programma”. Scusate, io sarò sbadato, per carità, ma vorrei sapere qual è il programma del neonato PdL. Voi l’avete visto? Sapete dirmi dov’è, dove lo posso recuperare? Non vorrei che sia stata data per scontata una vittoria tutta ancora da guadagnare (e servirà una vittoria inequivocabile, altrimenti si torna nel pantano unionista), con una sottovalutazione dell’uomo Veltroni. Berlusconi sembra spaesato, non sa che dire. Elenca sondaggi favorevoli, torna a dire “abbasserò le tasse” (omettendo di dire come, a differenza del Pd che ha fatto parlare l’esperto Morando), si avvita su discorsi idealistici di cui agli italiani non può fregare di meno (“daremo libertà”).
L’impressione, sbagliata sicuramente eh, è che davvero l’obiettivo sia quello di una Grosse Koalition alla tedesca. Il motivo è ignoto, e per questo credo di sbagliarmi. Non avrebbe senso, però serve una svolta. E al più presto. Altrimenti il PdL appena venuto al Mondo sarebbe colto da invecchiamento precoce. Con tutte le conseguenze che ne deriveranno.

Categorie: elezioni · politica

Deliri di onnipotenza

17, Febbraio, 2008 · 2 Commenti

Tutto sommato, chi vi scrive ha in simpatia Giuliano Ferrara. Non tanto per le sue idee da teo-con post comunista, quanto per il soggetto che è. Insomma, una questione di pelle. Sarà la sua arroganza, il suo savoir-faire. Non lo so. Oggi però sta sbroccando. Ospite a “In mezz’ora” dalla Annunziata ha mandato un avvertimento a Berlusconi: “Ti conviene apparentarti con me, visto che la mia lista prenderà il 6-7%”. E, infine, una risposta da primadonna all’offerta (di cui non comprendo bene le motivazioni) giuntagli dal neonato PdL: “Mi candido a Sindaco di Roma solo se mi tengono nella coalizione”.
Forse che la folgorazione sulla via di Damasco lo abbia preso nel punto sbagliato?

Categorie: ferrara