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- excursus elettorale: i sondaggi, quelli veri (Euromedia Research) dicono che Berlusconi è al 46,4%, mentre Veltroni è al 36,4%. Casini al 3,6%
Non c’è niente da fare. Il Partito Democratico è er mejo. Va votato perchè è ganzo, affascina tutti. E’ più ammaliante di Mata Hari, più sexy di Marilyn Monroe. Uolter è più invitante di un ghiacciolo alla menta quando ti trovi in spiaggia con 40 gradi all’ombra. Oggi ci arriva la conferma. E’ di Totti Francesco da Roma. “Grazie Walter, sei un amico di Roma”. Uno spottone degno del miglior Silvio, ma ovviamente non si può dire. Loro sono diversi.
qui il video
Non sono, né sarò mai un veltroniano elettore del finto Partito Democratico. Quel che è vero, però, è che sono sempre più lontano dalla mia prima casa politica…
Già, perchè mentre il PdL pensa di candidare Angela Sozio (ex partecipante del Grande Fratello), Peppino di Capri e Aida Yespica (che grazie a Dio ha rifiutato), il Pd risponde con Pietro Ichino. Urgono riflessioni.
Nessun commento da parte mia. Bastano e avanzano le note d’agenzia sui complessi psicologici interni al Partito Democratico.
Anna Finocchiaro dice no alla proposta di Di Pietro di lasciare Mediaset con una sola rete e richiama il leader dell’idv al rispetto del programma . “La firma del programma del Pd da parte di Di Pietro - ha detto a Repubblica radio - deve avere come conseguenza che le proposte del pd, come i due disegni di legge Gentiloni, devono essere considerate come proposte comuni. Tra l’altro, Di Pietro, dopo aver fatto quelle dichiarazioni, si è corretto. Si è trattato di un momento di intemperanza“.
“Noi non vorremmo fare una coalizione con il partito radicale, perché siamo contrari a questa logica, ma stiamo ragionando della possibilità che alcune personalità, in particolare Emma Bonino, possano essere nelle liste del Pd. Lo vedrei come un elemento di viva alchimia, visto che è stata un ministro eccellente ed è una donna di grande valore e capacità”. Così il vicepremier D’Alema, ospite di Radio anch’io, a proposito della trattativa tra Pd e Radicali.
BINETTI: “NO AI RADICALI”
Il Partito Democratico “non ha bisogno dei Radicali” perché rischiano di portare “conflittualità dentro il Pd“, afferma la senatrice teodem Paola Binetti, sbarrando la strada a una candidatura dei radicali nelle liste del Pd. “La loro presenza strutturata dentro il Pd sarebbe destabilizzante“, afferma la senatrice cattolica in un’intervista al Giornale, contraddicendo la linea del segretario del Pd Walter Veltroni.
Alla fine, sull’onda lunga del supertuesday, Barack Obama mette la freccia a svolta, lasciandosi la triste (e senza soldi) Hillary alle spalle. La CNN certifica il sorpasso: 1.215 delegati per Obama, 1.190 per Clinton. Ora la moglie di Bill si concentrerà su Texas e Ohio, frontiera ultima delle sue speranze. Si voterà a marzo.
e da domani torniamo a parlare della triste politica di casa nostra.
Obama ha vinto anche in Maine (58%). Non un risultato rilevante sul piano dei delegati (pochi), ma importante perchè suggella il declino (rebus sic stantibus) di Hillary.
E proprio ieri, Madame Clinton ha cambiato i vertici della propria macchina elettorale, sostituendo la storica Patti Solis Doyle con Maggie Williams, già braccio destro di Hillary quando quest’ultima era la presidentessa consorte.
Come previsto, Barack Obama sbaraglia Hillary in questa appendice del supertuesday. Il senatore di Chicago vince in Nebraska (68%), Washington (ancora 68%) e Lousiana (57%). In campo repubblicano, il predicatore Mike Huckabee stravince in Kansas (60%), in Lousiana (43% contro il 42% di McCain), mentre John McCain si aggiudica i caucuses di Washington (26% contro il 24% di Huckabee).
“Insegnavo tre cose alla Columbia University: teoria della democrazia, che dovrebbe essere rilevante per un futuro presidente; un corso di teoria dei partiti, e anche questo dovrebbe essere di interesse per un futuro presidente; e un corso di logica che spiegava come costruire un discorso e ragionare in politica. Io non l’ho mai visto questo Obama, in nessuno dei corsi. Ne sono offeso. Allora: o aveva altri obiettivi o faceva il lavativo. Io ero noto come professore severo. Quindi i lavativi mi scansavano. Ho questa prevenzione a titolo personale, e oggi per vendetta non lo voterei. Se ha saltato i miei corsi non sa nulla di democrazia, di partiti, né di buona logica”.
Queste le parole di Giovanni Sartori apparse sul Corriere di oggi. Ovviamente le accolgo con un sorriso, anche se l’anziano prof fiorentino non ha tutti i torti.
A questo punto parte la questione del secolo: ma il lavativo Obama, cos’ha studiato alla Columbia University?
- P.S. Intanto, dopo il no di Huckabee, si inizia a mormorare di un ticket GOP tra McCain e Condi Rice…se son rose…
America come Italia? Bestemmia, sì. Eppure, a neanche ventiquattr’ore dal distruttivo (fisicamente) supertuesday, seguito su Daw, in campo democratico iniziano a volare gli stracci. Ieri era tutto uno scambiarsi di complimenti reciproci, con Madame Clinton di giallo vestita che si congratulava con Obama, e questi, da vero gentleman, ricambiava mielosamente. Oggi, dal sito del senatore di Chicago, si sbandiera ai quattro venti la vittoria obamiana sia in termini di Stati che di delegati. Basta leggere il comunicato e ci si accorge che Hillary viene trattata come una bambolina vudu, una sorta di delegittimazione mediatica che vorrebbe far apparire la sessantenne moglie di Bill come la perdente delle primarie di ieri. Chissà, non siamo in grado di smentire le proiezioni di Barack, ma è singolare che tutto questo avvenga proprio nel momento in cui si inizia ad avere dubbi sul fatto che le primarie faranno emergere il candidato democratico in grado di battere il lanciatissimo McCain. Fondamentale sarà il 4 marzo, quando al voto andranno Ohio e Texas, che assegneranno più di 300 delegati. Lì probabilmente si tireranno le somme. Personalmente non so con chi schierarmi, ammesso che debba schierarmi. Nessuno me l’ha chiesto, nessuno lo pretende. Eppure qui si era per Giuliani, suicidatosi con una campagna incomprensibile. Peggio per lui, the show must go on. E lo show è davvero meraviglioso. Beati gli americani!Già si scatenano le trombe del Mondo. Silvio Berlusconi è unfit a guidare l’Italia, e questo già lo sapevamo. Ora che le elezioni si avvicinano inesorabilmente, i corrispondenti anglosassoni recuperano le vecchie teorie sul modello-Italia e le ripropongono ai loro ignari lettori. Certo, perchè Romano Prodi è stato the best. Ma non erano gli inglesi snobboni che lo definirono “il peggior presidente della Commissione europea di tutti i tempi“?
Comunque, ecco cosa scrive il solito Ian Fisher dalle colonne del prestigioso (?) The New York Times. Una sottolineatura merita il fatto che, intervistando Eugenio Scalfari, Fisher definisca Repubblica come “a liberal newspaper”.
Lanciata la nostra petizione “Vogliamo Otto von Bismarck!“, chiudiamo il discorso con queste azzeccate parole di Jena Barenghi pubblicate ieri su “La Stampa”. Quanto ha ragione il comunistardo barbuto! Che mi tocca scrivere… ma è domenica, e non ho molta voglia di dilungarmi in sermoni.
“Oggi Marini incontra le parti sociali, domani Marini va a messa, lunedì Marini incontra Berlusconi e Veltroni, martedì Marini riflette, mercoledì va da Napolitano, giovedì Napolitano riflette, venerdì Marini e Napolitano riflettono insieme, sabato Marini e Napolitano incontrano le loro mogli, domenica la moglie di Napolitano incontra la moglie di Amato…”
Fortunatamente lo tsunami tuesday si avvicina…


