Post da Marzo 2008
Milano, Italia.
31, Marzo, 2008 · 1 Commento
Categorie: expo2015
L’opinione dell’esperto
29, Marzo, 2008 · 1 Commento
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Categorie: elezioni
Scherzi della storia
25, Marzo, 2008 · 1 Commento
“…Aveva uno spiccato senso dell’umorismo. Raccontava spesso barzellette e rideva a crepapelle. Ma il suo humor a volte non veniva capito, tanto era raffinato”.
No, non si tratta di Silvio Berlusconi, ma di Vladimir Ilich Ulianov, noto ai più come Lenin. A raccontare il padre della Rivoluzione del 1917 è stata sua nipote Olga Ulianova nel numero di Panorama in edicola.
Categorie: quiz
Auguri
23, Marzo, 2008 · 1 Commento
Buona Pasqua a tutti i lettori del blog
Categorie: Senza Categoria
Dignità
20, Marzo, 2008 · 2 Commenti

Chantal Sébire, 52 anni, ha finito di soffrire. Da otto anni un tumore la faceva “vivere” tra sofferenze atroci, le aveva sfigurato il viso. Allergica alla morfina era Chantal. Ha lottato, ha sperato, ha tentato tutte le cure possibili. Desiderava vivere, l’aveva ammesso lei stessa. Se non altro per i tre figli. Ma a tutto c’è un limite. Chantal si chiedeva il senso della vita, di quella vita che le macchine o dosi equine di farmaci avrebbero un po’ allungato. Una vita buia, spenta, con davvero poco senso. Non sarebbe stata serena, non avrebbe potuto godere degli affetti più cari. Distesa su un letto, magari intorpidita, sofferente come non mai. No, il senso non lo trovo. Non capisco davvero perchè si debba a tutti i costi vegetare. Chi vi scrive pensa, e lo ha già detto più volte, che questa non sia vita, bensì pre-morte. Vivere è muoversi, leggere, scrivere, guardare, pensare, lavorare, piangere, ridere. Divorati dal male fisico e psichico, attaccati ad una macchina, imbottiti di farmaci per alleviare il dolore è essere oltre la vita, è soffrire e basta. Inutilmente. L’unica possibilità per Chantal era quella di “essere indotta in coma farmacologico”. Bella roba, davvero un futuro radioso le si prospettava. Non sentiva più gli odori, non vedeva più, non sentiva più i sapori.
Ma per la legge (francese in questo caso, ma vale per tutta Europa tranne Olanda, Belgio e forse Lussemburgo), lei doveva rimanere nel nostro Mondo. Assolutamente. In coma, certo. Perchè è giusto così. E’ giusto che Virginie, Vincent e Mathilde (tredicenne) vedessero la loro madre in quello stato. Consumandosi a poco a poco spossata da dolori lancinanti ed insopportabili. “Io domando di essere accompagnata alla morte come se fosse un atto di amore. Vorrei morire nella mia casa, circondata dai miei figli. Non voglio smettere di respirare dentro una stanza anonima di un hotel di Zurigo, né voglio impiegare mezzi che possano mettere a repentaglio la vita di altre persone o traumatizzare la mia famiglia”, aveva supplicato. Ma i giudici di Digione non hanno acconsentito alla morte con dignità. Già, è proprio questo il nocciolo della questione: la dignità. Perchè un essere umano non deve essere libero di decidere della propria esistenza? Perchè io non posso decidere di morire quando mi pare e mi piace, quando il futuro che mi si prospetta è niente di più che un’agonia? Perchè in Italia non si può fare il proprio testamento biologico? Siamo nel 2008, eppure c’è chi dice che non si può. Che la vita, più che un diritto, è un dovere, un’imposizione. Che va vissuta anche quando non è più vita, ma pre-morte, stato vegetativo. Tra morfina (se siamo fortunati a non essere allergici), tubi, cannule, aspiratori.
Un gran bel vivere, davvero. Eppure a tanti piace così. A me no, e spero di poter decidere (se del caso) come e quando dire basta. Non è suicidio, è solo esercizio di un diritto. La dignità, prima di tutto.
Categorie: vita
Sempre i soliti
19, Marzo, 2008 · Lascia un Commento
Non cambieranno mai. C’è sempre un odio profondo, viscerale, difficile da eliminare. A sinistra, celandosi dietro la satira, credono di poter far tutto. Insultare, diffamare. Pesantemente. L’amico di Santoro, tale Vauro, autore rinomato di vignette che ridere fanno ben poco, stavolta l’ha fatta fuori dal vaso. Un “ritratto” razzista, vergognoso e pure scadente della giornalista Fiamma Nirenstein, che è colpevole di essere candidata con il Popolo delle Libertà. Notare i particolari: quel piccolo marchio con la stella di David sul petto della Nirenstein è qualcosa di infame. A tutto c’è un limite. Per non parlare dell’accostamento della stella con il simbolo del Partito Fascista e con quello del Popolo delle Libertà. Qualche solone snob che ama tanto certa stampa e certa satira ci spieghi per cortesia dove sta l’ilarità di questa cagata. Io francamente non la vedo. L’unica cosa che percepisco è la tristezza di Vauro. Uno che ha bisogno di attaccare la Nirenstein definendola “mostro elettorale” quando in casa ha chi si divertiva a sfasciare le vetrine non deve essere sereno. Speriamo che almeno ci risparmino il Vauro’s moment in tv. Sopravviveremo lo stesso. E’ censura? Sì, e chi se ne frega. Qualche volta è meglio che certa gente non apra bocca, non scriva, non disegni. Solidarietà, ma è superfluo dirlo, a Fiamma Nirenstein.Categorie: satira
Cina uber alles
16, Marzo, 2008 · 4 Commenti
Scrive bene Enzo Reale su 1972: “I giochi a Pechino non avrebbero mai dovuto essere assegnati. Non c’era bisogno di una nuova repressione per sapere come i cinesi trattavano le minoranze etniche e i loro stessi cittadini”. Infatti, non ce n’era proprio bisogno. Eppure l’8 agosto prossimo dallo Stadio Olimpico della capitale asiatica echeggeranno i soliti discorsi del nulla, vuoti sproloqui che richiameranno tutti alla fratellanza, alla pace ed alla tolleranza. Lo spirito dei giochi, si dirà, deve aleggiare su tutti, indistintamente. Si accenderà il braciere e tutti faranno festa felici e contenti. Sarà l’ennesima ipocrisia occidentale: baccanali in quel di Pechino e pulizie etniche a qualche migliaio di chilometri di distanza. Si sa, il gigante asiatico è troppo importante, non bisogna disturbarlo…non si sa mai, potrebbe reagire male. E’ talmente fondamentale l’amicizia cinese che il Dipartimento di Stato americano ha vergognosamente deciso di cancellare Pechino dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. E’ la politica, bellezza, certo. Ma fa un po’ schifo. Un po’ tanto. Ci vuole forse una nuova Tienanmen perchè il globalizzato, civile e snob mondo occidentale apra finalmente gli occhi e, soprattutto, la bocca sul genocidio messo in pratica dai cinesi? Basterebbe meno, stavolta. Ma forse conviene poco, a qualcuno.
- Consiglio per la lettura un bel post di Jack da Binario Unico
Liste elettorali
15, Marzo, 2008 · 1 Commento
Perchè questa donna non è stata candidata nelle liste del Popolo della Liberta? Credo ci sarebbe stata benissimo, visti alcuni soggetti accolti dalle braccia sante del Cavalier Berlusconi che siederanno in Parlamento dal prossimo aprile. Peccato!
Comunismo “alternativo”?
14, Marzo, 2008 · 1 Commento
“La Grande Russia ha saldato per sempre, un’Unione indivisibile di repubbliche libere! Viva l’unita e potente Unione Sovietica fondata sulla volontà dei popoli!”. Così inizia l’imponente inno sovietico, che sarà sicuramente molto caro agli aderenti del “Partito di Alternativa comunista“, lista candidata alle elezioni politiche del prossimo aprile. Fin qui niente di strano: come esistono duecento nanetti post-democristiani, così ogni giorno viene alla luce qualche falcemartellino. Pazienza, è la politica italiana. Questo sedicente Pdac è però davvero interessante, meriterebbe uno studio particolare, perchè è qualcosa fuori dal Mondo. Basta guardare il sito o leggere il programma elaborato dal “Comitato Centrale” . Già le parole della candidata premier, Fabiana Stefanoni, fanno capire di cosa stiamo parlando: “Il nostro è un partito impegnato nelle lotte, è lì che sta il baricentro di chi vuole rovesciare con la rivoluzione questa società corrotta; non crediamo che la soluzione per i lavoratori possa venire dalle urne: tuttavia, da leninisti, pensiamo che il momento elettorale possa costituire un’ottima tribuna di propaganda del programma dei rivoluzionari [...]“. La signora è una trentenne insegnante (precaria, aggiunge lei), e fa davvero specie che nell’Anno Domini 2008 ci sia ancora qualcuno che possa aggrapparsi alle idee della mummia imbalsamata.
Orgogliosamente leninisti, rivoluzionari per l’abbattimento della società capitalista. Sono contro a tutto, sono opposizione tout-court. Via le truppe di guerra, conversione delle caserme in centri sociali, “creazione di un fronte unico di lotta tra lavoratori della scuola e studenti”, “abolizione del diritto di obiezione di coscienza per i medici”. Insomma un concentrato di ideologismo vecchio di quasi un secolo, un internazionalismo scaduto come il latte dopo qualche giorno. Tuttavia c’è un punto di contatto con Berlusconi, perchè il PdAc è anti-stalinista. Il loro modello di riferimento è il bolscevismo.
Come dar loro torto, in un mondo globalizzato come quello in cui bene o male viviamo, non c’è nulla di meglio che sovietizzare la società. Collettivizzare, nazionalizzare, rovesciare tutto. Evidentemente la storia non insegna nulla, le utopie fanno fatica a morire. Afferma la leader: “Non solo difenderemo la falce e martello, ma per la prima volta nella storia d’Italia cercheremo di fare in modo che sulle schede elettorali compaia anche il simbolo della lotta anti-statalista del bolscevismo, cioè il quattro, che sta ad indicare il richiamo alla IV Internazionale fondata da Trotsky“. Quindi comunisti duri e puri, con il pugno perennemente chiuso.
Talmente comunisti da aver ceduto al piccolo capitalismo: qualche gadget messo in vendita sul sito. Vabbè, anche i bolscevichi devono modernizzarsi (almeno in qualcosa).







