Oggi è l’11 marzo 2008. Tra un mese e due giorni si apriranno gli scatoloni di cartone (altrimenti conosciuti con il macabro sostantivo “urne”) per ricevere le schede elettorali dei poveri frastornati cittadini della Repubblica Italiana. Oggi sono scaduti i termini per la presentazione delle liste, quegli elenchi dove sono stampati i nomi dei prossimi membri della casta, fortunati compatrioti che poseranno le terga sulle vellutate poltrone parlamentari in cambio di lauto compenso. E vabbè, che dobbiamo farci. C’est la vie, ci sono i dannati e ci sono gli eroi, diceva quel vecchio film di John Ford. Non piangiamoci addosso, è del tutto inutile. Tuttavia, qualcosa si può dire. La campagna elettorale è partita, e con essa hanno iniziato la loro missione da pravda i ben noti quotidiani italici, pronti a dire il falso sulla compagine berlusconiana, tanto per cambiare (si veda storiella inventata sul programma strappato). Sono partiti i tour in giro per l’Italia, con Veltroni che va a lodare il Nordest e con Fini che scalda le fredde piazze del centro Italia.
Chi vi scrive assiste con curiosità a tutto ciò. Mi piace la politica, e non è un mistero. Guardo, leggo, mi informo. Rido e mi incazzo. Sono di destra, da sempre. E per questo, coerentemente, il prossimo 13 aprile mi presenterò al seggio. Ritirerò la scheda e la matita (si spera appuntita stavolta). E annullerò le schede. Orgogliosamente, ma con un gran magone. Sì, non posso fare altrimenti stavolta. E’ una scelta maturata da tempo, da almeno un anno. Speravo che qualcosa potesse cambiare, che dall’alto una folgorazione colpisse i leaders del cosiddetto centrodestra del Belpaese. Niente. Solo casino, barzellette, stupidaggini e liti. Nulla è cambiato. Certo, è nato il Popolo delle Libertà, contenitore in stile Domenica In (o Buona Domenica, tanto è lo stesso) dove hanno trovato riparo tutti: da Dini a Giovanardi, dalla Mussolini a Rotondi. E oggi pure il figlio della Lupa un po’ cresciuto Ciarrapico, fiero di essere un seguace di Benito Magno. Anno del Signore 2008, anche questa è Italia.
Dicevo prima che sono di destra. Sì, assolutamente. E non ho cambiato idea; semplicemente nel nostro Paese non c’è la destra che voglio io, la destra moderna, la destra che non si vergogna di combattere per i diritti dell’uomo (civili e politici). Non c’è una destra che sappia ispirarsi ai modelli che negli ultimi anni si stanno imponendo in Europa (Francia, Svezia, Germania, probabilmente Inghilterra). Io non sono laicista, sia chiaro. Tutt’altro, per formazione anche personale mi ritengo cristiano. Tuttavia penso che, come peraltro diceva Gesù Cristo, le due spade vadano separate: Stato da una parte e Chiesa dall’altra, nel rispetto reciproco. Questo concetto la destra italiana non lo comprende. C’è la corsa a proclamarsi eredi della Democrazia Cristiana, come se ciò fosse un vanto, un privilegio. Il “partito dei cattolici”, si sente dire in queste settimane. E chi non è cattolico non può essere di destra in Italia? Sembra tutto surreale. Il Partito dei liberali, dice Silvio Berlusconi. Quali liberali? Quelli del tassinaro Bittarelli? Quelli del protezionista Tremonti? O quelli dei silurati Capezzone, Biondi, Iannuzzi, Del Pennino e Sterpa?
Qual è il modello di partito che ha in mente il Cavaliere? E’ facile e comodo parlare di “popolo delle libertà”. Anche i comunisti (a parole e a modo loro) erano per la libertà. Poi però bisogna andare a vedere chi fa parte di quel popolo. A mio parere il centrodestra ha perso la capacità di far sognare; sta arrancando, ripetendo vecchi slogan e vecchi programmi. Vincerà le elezioni, ma difficilmente potrà portare qualcosa di nuovo. Sarà la solita minestrina. Non che dall’altra parte stiano meglio, anzi. Il Piddì è il peggio del peggio, assolutamente distante secoli luce dalla mia persona. Una messa in scena dove, sotto l’ecumenismo di Veltroni, si celano i sedici ministri del fu governo Prodi, quello che ha ridotto l’Italia in queste condizioni.
Ma stavolta non mi turerò il naso come nel 2006, non scenderò a compromessi, non ne ho la necessità. Schiena dritta e mente pensante. Mi spiace molto, ma non posso fare altrimenti. Sarà, spero, per la prossima volta.






