Ho già scritto che la candidatura di Ciarrapico nelle liste del Popolo delle Libertà è qualcosa di abominevole. Uno che si dichiara fascista (e orgoglioso di esserlo) nel 2008 non merita commenti, se non la pietà. Tuttavia è stato divertente assistere all’annunciatissima slavina di sermoni da parte della sinistra, sia quella ecumenica e bucolica di Veltroni che quella più tosta della falce e martello. Tutti a sinistra sono insorti, tutti. Dal primo all’ultimo, nessuno ha taciuto. Il capo della banda, il taumaturgo, ha obamianamente detto che “non si può fare”, il fido Franceschini urla dal pulpito democratico che “noi non abbiamo fascisti in lista”. E’ vero, per carità. Ma ogni tanto sarebbe meglio tenere la bocca chiusa. Sì, perchè la memoria gioca a volte brutti scherzi. Evidentemente dalle parti del Loft si sono dimenticati che nel 1999 tale Romano Misserville fu nominato sottosegretario al Tesoro nel Governo D’Alema II.
Curiosa la storia del balilla Misserville: iscritto a soli 15 anni al MSI, entrò in Parlamento nel 1987. Nel 1998 fu espulso da Alleanza Nazionale per aver fondato il movimento “Destra di Popolo”. L’avvocato non si diede per vinto, e passò armi e bagagli nelle fila del centrosinistra, in quota Udeur. Fu costretto a dimettersi dopo alcune imbarazzanti dichiarazioni rilasciate a Repubblica. Imbarazzanti soprattutto per un governo di centrosinistra come quello guidato da Baffetto. Ma cosa affermò in quell’intervista? Beh, innanzitutto il sottosegretario al Tesoro afferma di “essere fascista, uomo di destra e di non rinnegare ciò”. Concita De Gregorio la butta lì, domandando come si trovi un uomo di destra in un governo di sinistra. Ebbene, Misserville dice che “quello di D’Alema è un governo che sta facendo un’azione, tra virgolette, di destra”. E così il dialogo interessantissimo prosegue, tra ricordi di gioventù e analisi sull’attualità politica, fino alla bomba finale: “Forse D’Alema è l’unico politico simile ad Almirante”. Già, il leader postcomunista erede dello storico missino. Il tutto detto da un sottosegretario di un esecutivo sinistro. Chiosa finale, la volontà di Misserville di portare al Ministero il ritratto di Mussolini. Insomma, più fascista di così si muore. Eppure accadeva tutto a sinistra, neanche dieci anni fa. Ogni tanto una rinfrescatina alla memoria sarebbe salutare. Aiuterebbe a ragionare meglio, senza sparare cavolate. Senza fare le vergini immacolate, le vestali del tempio. No, non possono parlare loro. Il marciume li ha intaccati. D’altronde solo due anni fa hanno candidato al Senato un filomonarchico di destra destra, Fisichella. Talmente di destra da non aver potuto coronare il sogno di diventare Presidente del Senato per il veto di due presidenti della Repubblica (Scalfaro e Ciampi).
Insomma, tacere a volte è meglio. Si eviterebbero figuracce.






