Comunismo “alternativo”?

14, Marzo, 2008 · 1 Commento

Image Hosting“La Grande Russia ha saldato per sempre, un’Unione indivisibile di repubbliche libere! Viva l’unita e potente Unione Sovietica fondata sulla volontà dei popoli!”. Così inizia l’imponente inno sovietico, che sarà sicuramente molto caro agli aderenti del “Partito di Alternativa comunista“, lista candidata alle elezioni politiche del prossimo aprile. Fin qui niente di strano: come esistono duecento nanetti post-democristiani, così ogni giorno viene alla luce qualche falcemartellino. Pazienza, è la politica italiana. Questo sedicente Pdac è però davvero interessante, meriterebbe uno studio particolare, perchè è qualcosa fuori dal Mondo. Basta guardare il sito o leggere il programma elaborato dal “Comitato Centrale” . Già le parole della candidata premier, Fabiana Stefanoni, fanno capire di cosa stiamo parlando: Il nostro è un partito impegnato nelle lotte, è lì che sta il baricentro di chi vuole rovesciare con la rivoluzione questa società corrotta; non crediamo che la soluzione per i lavoratori possa venire dalle urne: tuttavia, da leninisti, pensiamo che il momento elettorale possa costituire un’ottima tribuna di propaganda del programma dei rivoluzionari [...]“. La signora è una trentenne insegnante (precaria, aggiunge lei), e fa davvero specie che nell’Anno Domini 2008 ci sia ancora qualcuno che possa aggrapparsi alle idee della mummia imbalsamata.

Orgogliosamente leninisti, rivoluzionari per l’abbattimento della società capitalista. Sono contro a tutto, sono opposizione tout-court. Via le truppe di guerra, conversione delle caserme in centri sociali, “creazione di un fronte unico di lotta tra lavoratori della scuola e studenti”, “abolizione del diritto di obiezione di coscienza per i medici”. Insomma un concentrato di ideologismo vecchio di quasi un secolo, un internazionalismo scaduto come il latte dopo qualche giorno. Tuttavia c’è un punto di contatto con Berlusconi, perchè il PdAc è anti-stalinista. Il loro modello di riferimento è il bolscevismo.

Come dar loro torto, in un mondo globalizzato come quello in cui bene o male viviamo, non c’è nulla di meglio che sovietizzare la società. Collettivizzare, nazionalizzare, rovesciare tutto. Evidentemente la storia non insegna nulla, le utopie fanno fatica a morire. Afferma la leader: “Non solo difenderemo la falce e martello, ma per la prima volta nella storia d’Italia cercheremo di fare in modo che sulle schede elettorali compaia anche il simbolo della lotta anti-statalista del bolscevismo, cioè il quattro, che sta ad indicare il richiamo alla IV Internazionale fondata da Trotsky. Quindi comunisti duri e puri, con il pugno perennemente chiuso.

Talmente comunisti da aver ceduto al piccolo capitalismo: qualche gadget messo in vendita sul sito. Vabbè, anche i bolscevichi devono modernizzarsi (almeno in qualcosa).

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La (pen)isola che non c’è

14, Marzo, 2008 · Lascia un Commento

Daw lo aveva previsto. “Distanti un soffio dal PdL”. Così il vicesegretario del Pd, Franceschini, si è espresso leggendo i dati forniti dalla nota casa di sondaggi SWG. Lasciamolo pure a crogiolare in questo brodo di giuggiole che il fedele istituto triestino gli ha preparato con tanta cura. Sì, perchè solo e soltanto la Swg tratteggia un recupero formidabile della taumaturgo’s band. Le brutte notizie infatti piovono come bombe sul Loft romano. Ilvo Diamanti evidenzia il mancato – o lo scarso – apporto dei Radicali: da soli, nel rilevamento di febbraio, valevano lo 0,8; ora che sono conteggiati assieme al Pd, il partito di Veltroni ha perso lo 0,8 anziché guadagnare. Bell’affare per entrambi, complimenti. Quest’analisi è condivisa pure dal simpatico Piepoli, il quale sottolinea come “il Pd stava recuperando sul centrodestra, poi dopo l’ingresso nelle liste dei Radicali si è fermato e ha smesso di salire”. Ora il distacco sarebbe sugli otto punti, un’enormità irrecuperabile anche per i dispensatori di miracoli come Uolter. Lorien Consulting, altra fabbricatrice di numeri, dà addirittura Berlusconi in crescita di un 1,4% rispetto alle precedenti rilevazioni. Tutti contro la ex filo-diessina Swg, quella che nel 2000 garantì a D’Alema la vittoria in 8 regioni e la possibilità di conquistarne almeno 2 di quelle incerte (alla fine la sinistra ne vinse 7).

Giustamente il Cavaliere, interpellato a proposito, ha definito “sondaggisti di corte” certi esperti numerai, così buoni verso certe parti politiche. Immediata e sdegnata la replica del dipietrino (o dipietrista?) Giulietti: “difendo i serissimi professionisti dell’Swg”. Vabbè, faccia pure. Basta e avanza quanto ha affermato dalle colonne del suo blog, il silurato Peppino Caldarola, troppo intelligente per essere ricandidato: “Leggo che i socialisti di Boselli sono quasi al 4%, il Pd di Veltroni è a meno quattro dalla PdL di Berlusconi ed io questa mattina sento di essere più alto di qualche centimetro, vedo i primi capelli biondi sulla mia testa quasi pelata e gli occhi si stanno schiarendo”. Appunto. Basterebbe questo per confermare ancora una volta come i novelli partitodemocraticini vivano in un mondo tutto loro, fatto di paesaggi mozzafiato, gnomi che corrono, aria pulita, sole splendente.

Tutto va bene da loro. L’ecumenismo un po’ cosmopolita alla Alessandro Magno. La diffusione di un linguaggio universale, il veltronese. Pace e bene a tutti, amore e fratellanza, è giusto questo ma anche quello. Che bello, peccato sia finto, irreale, come quasi tutti i più bei sogni. Prima o poi bisogna svegliarsi.

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