Ogni blog grande o piccolo che sia, si diverte a lanciare petizioni affinchè propri paladini vengano messi a sedere in qualche ministero, viceministero, sottosegretariato. Preciso subito: non c’è nulla di male, anche Richelieu l’ha fatto, perorando la causa di Adriana Poli Bortone. Oggi voglio soffermarmi sull’appello per nominare Luca Barbareschi sottosegretario ai Beni Culturali lanciato da Damiano e ripreso pure da Daw. Non mi sento di condividerlo. Innanzitutto rimango sorpreso dalla definizione, a mio avviso un po’ spinta, di “rappresentante del nuovo corso della destra italiana”. Che significa? Perchè rappresenta la nuova destra italiana? Solo perchè è favorevole alle unioni civili? Mi sembra un po’ flebile come motivazione. Pure io concordo sulle unioni civili (ma qualcosa di meno ipocrita dei PACS), e come me tanti altri destrorsi fans di Nicolas Sarkozy. Ma non per questo credo di rappresentare la nuova destra italiana. La nuova destra, moderna e civile, non può essere incarnata da un uomo, che ha alle spalle una più che discreta carriera teatrale e televisiva.

No, deve essere qualcosa di più profondo, che nasce dalla base. Barbareschi è un novizio, non è un politico. E’ una Carfagna al maschile, solo un po’ più accorto. L’altra sera era a Porta a Porta: a molti è piaciuto, a me è parso molto astuto. Ha fatto il politicamente corretto, l’innovatore, l’uomo del futuro. Poco credibile, almeno per il sottoscritto. Barbareschi non mi piace, non mi è mai piaciuto, lo dico chiaro. Qui però queste considerazioni non contano: per rialzare l’Italia ci vuole gente capace, preparata e che, soprattutto, sappia maneggiare la macchina dello Stato. Luca non lo sa fare. Lasciamo spazio alle tante persone meritevoli che ci sono a destra. Anche a destra. Senza andare a cercare nel mondo dello spettacolo. Di Reagan ce n’è stato uno solo. Purtroppo.