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Secondo l’Unità, il Governo Berlusconi è partito male, malissimo. Fiducia sì, ma che fatica! i baldanzosi rossastri del quotidiano fondato da Gramsci si lanciano in fantasiose ricostruzioni degne di J.K. Rowling. “Polemica assenza di Beppe Pisanu”, si legge nel lancio web del giornale stesso. Come? Già un pidiellino che rompe e se ne va? E perchè poi? Niente paura, sono tutte falsità. Basta andare a recuperarsi lo stenografico della seduta odierna di Palazzo Madama per averne la conferma. Ecco l’incipit e la conclusione della dichiarazione di voto dell’ex ministro dell’Interno:
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, penso che solo interlocutori prevenuti o del tutto sfiduciati possano respingere l’invito al dialogo che il presidente Berlusconi ha rivolto a tutti i settori del Parlamento, un invito ampio e persuasivo, senza precedenti negli ultimi 15 anni della vita politica nazionale, gli anni della cosiddetta seconda Repubblica. Fino a martedì scorso, infatti, il dialogo veniva prospettato come una risorsa eccezionale a cui ricorrere solo in occasioni particolarmente difficili, quasi fosse la nottola di Minerva che si alza in volo soltanto quando si fa buio. E invece, in una democrazia matura, o che voglia maturare, il dialogo è strumento ordinario di confronto politico. Sue uniche alternative sono lo scontro tra maggioranza e opposizione, muro contro muro, o l’imposizione brutale della ragione del maggior numero”.
E in chiusura:
“Parta subito, all’alba di questa legislatura, per farne davvero una legislatura costituente. Con questa convinzione, noi saremo al fianco del Presidente e sosterremo il suo Governo”.
Il problema per l’Unità è che Pisanu non ha partecipato al voto. Beh, allora gatta ci cova, potrebbe dire qualcuno. No, perchè il sardo senatore ha chiesto la parola per dire quanto segue:
“Signor Presidente, per un fatto puramente accidentale, non ho potuto partecipare alla votazione; me ne dolgo sinceramente. Ovviamente, il mio voto sarebbe stato favorevole al Governo, come avevo preannunziato nel mio intervento. Chiedo con profondo rincrescimento che questa dichiarazione risulti agli atti”.
Capisco il dolore, il trauma. Ma almeno facessero i giornalisti e non i venditori di fumo.
“Non intendo concedere la mia fiducia né politica né morale nei confronti del suo Ministro dell’Interno che forse, per far dimenticare di esser appartenuto quando io combattevo il terrorismo di sinistra ad un’area di movimentismo non lontano dalla lotta armata, fa oggi il reazionario e dice cose intollerabili per me cristiano, antirazzista e democratico nei confronti dell’immigrazione e dell’accoglienza”.
dichiarazione di voto di Francesco Cossiga
Per la cronaca, Cossiga ha votato sì. Guai se non ci fosse il buon vecchio Koss!



