Maria Teresa Fernandez de la Vega non è parente di Diego De la Vega, alias Zorro. Però potrebbe benissimo darsi al mondo del cinema o dei cartoni animati. Erano anni che non si vedeva (sopratutto in Europa!) un’ingerenza così forte e stupida da parte di un Paese (per di più UE) nei confronti di un altro (per di più praticamente dirimpettaio). Ieri la senora Teresa l’ha sparata grossa: “il governo spagnolo respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia e, pertanto, non può condividere ciò che avviene in Italia. La Spagna lavora a una politica dell’immigrazione legale e ordinata, che permetta il riconoscimento di diritti e doveri”. Esistono, ha ricordato ancora, “meccanismi legali per arginare l’immigrazione clandestina. Sono questi i meccanismi da utilizzare, e non altri”.
Bene, interessante parere. La vicepresidenta dovrebbe però, prima di parlare di cose che non esistono (ancora) in riferimento ad altri Stati sovrani, guardare in casa sua, nel fantastico Reyno de Espana. Perché? Beh, “Cinco muertos en un asalto en la frontera de Ceuta; Zapatero moviliza a 480 soldados”, titolava El Mundo il 29 settembre 2005. In pratica, l’esercito spagnolo aprì il fuoco sui clandestini che tentavano di transitare in territorio spagnolo. Sempre lo stesso quotidiano spiegava che “Cinco inmigrantes han muerto y más de 100 han resultado heridos esta madrugada en la valla fronteriza que separa Ceuta de Marruecos en un intento masivo de entrada de entre 500 y 600 inmigrantes. Tras este nuevo incidente, el Gobierno ha anunciado la movilización de 480 soldados para que apoyen a la Guardia Civil en las fronteras con Marruecos de Ceuta y Melilla“. Benissimo, anzi, malissimo. Nello stesso articolo sono presenti pure solenni, grevi e chiare parole della De la Vega, che evidentemente soffre di amnesie.
Sarà l’età, non pensiamo sempre male!







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