Il clima nelle nostre Università è davvero pesante. Per colpa degli studenti dei celebri collettivi di sinistra, ignoranti presuntuosi che si credono padroni del Mondo e lottano in nome di non meglio precisati ideali. Ma non è solo colpa loro, anche qualche professore ha le proprie responsabilità. E’ il caso della chiarissima Lucia Ronchi De Michelis, docente di Storia moderna presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma. L’illustre (?) signora si è lanciata in affermazioni che definire sconcertanti è dire poco. “Il fatto che l’Italia non è riuscita ad elaborare il proprio passato in modo democratico credo che sia aggravato dal governo attuale in cui siedono i fascisti che hanno un’idea della gestione del potere totalitaria e non democratica. Basta guardare come si pongono, quello che pensano della regole: non sono persone che concepiscono l’esercizio del potere come servizio al Paese”.
Evidentemente alla prof. il ‘68 ha lasciato più di un segno, portandola ad affermazioni quantomeno discutibili. Se questo (ed è questo) è il livello della docenza universitaria italiana, non dobbiamo stupirci di quello che accade alle nuove generazioni, del loro modo di gestire la cosa pubblica e la visione della vita e del Mondo che hanno. Se un’insegnante di Storia (anche se moderna) arriva a dire così tante stupidaggini, signigica che siamo alla frutta.
La Ronchi De Michelis è solo un esempio di docente tirata su a pane e Marx, con una visione assolutamente parziale della politica e, purtroppo, della storia. Peccato, certe volte è meglio forse stare zitti. Si eviterebbero figuracce.






