All’armi, compagni!

27, Giugno, 2008 · 1 Commento

Fiato alle trombe, compagni! Si torna in piazza! Giro girotondo casca il mondo casca la terra tutti giù per terra. Già proprio così, o quasi. Quasi perchè è poco probabile che anziani signori come Furio Colombo si mettano a terra per protestare contro le “leggi canaglia” con cui “Berlusconi vuole distruggere il principio di uguaglianza davanti alla legge”. L’appuntamento per tutti i girotondini è l’8 luglio a Roma, zona Pantheon. Interessante. Ora che Silvio è tornato al potere, ora che il satrapo malvagio ha ottenuto nuovamente il consenso di circa 18 milioni di poveri imbecilli italiani (perchè per questi signori con la perenne puzza sotto al naso, tali sono gli elettori di Berlusconi), bisogna tornare a marciare, a fare guerra.

“As armas! As armas! Pela Patria lutar!”, urla il ritornello dell’inno nazionale portoghese, che potrebbe benissimo adattarsi a Furio Colombo, simpaticissimo ex senatore diessino che tante risate ci ha provocato nella scorsa indimenticabile legislatura, Pancho Pardi (che senatore lo è ora, con Mr Manette Di Pietro) e Paolo Flores D’Arcais, illustre illustrissimo della sinistra acculturata, teorico del giusto politico e di altre cose da colti, non certo da poveri beoti provinciali che stanno attaccati a guardare 24 su 24 le reti Mediaset, il cui compito oscuro è di trasmettere il verbo silviesco sottoforma di televendite, pubblicità, e quiz con vallette seminude. Eh, già. E’ sempre la solita storia. Furio Colombo che addirittura denuncia come in Italia il potere giudiziario sia “assalito, insultato, discriminato e messo nell’angolo”. Evidentemente il buon Furio dimentica come gli esponenti del terzo potere siano da sempre molto attivi nell’invadere gli altri due poteri, spingendosi pure a dire se una legge va bene o non va bene, come fossero il legislativo.

Ma pazienza, si può sbagliare. Quello che aggiunge poi Colombo, però, sa tanto della fregatura: “In nessun altro Paese esiste l’immunità per il Premier. Questa vale solo per monarchi e Presidenti della Repubblica, tranne che negli Usa”. E come no, infatti negli Stati Uniti esiste solo una macroprocedura complessa che si chiama impeachment, che mette la testa del Presidente nelle mani del Congresso. L’ex direttore dell’Unità questo lo ignora, o fa finta di ignorarlo. D’Arcais, invece, si “limita” ad asserire che Berlusconi vuole distruggere il principio fondamentale della convivenza civile per cui la legge è uguale per tutti e anche il libero giornalismo. Abbiamo deciso di muoverci subito con una manifestazione autorganizzata, di fronte alla mancanza di iniziative tempestive del maggior partito dell’opposizione”. Mah, sembrano tanti Curzio Maltese, tanti esponenti di quell’aristocrazia borghese (paradosso eh) che per stare con il popolo operaio (almeno questa dovrebbe essere la sinistra, in teoria), vanno in piazza con gli amici dei salotti per abbattare il despota democraticamente eletto.

Contraddizioni su contraddizioni. Odio perenne verso l’avversario politico, che semplicemente è stato più bravo di loro, fin da quel 1994 quando sconfisse l’improbabile e godereccia “gioiosa macchina da guerra” occhettiana. Il potere è stato tolto a loro, per questo detestano Berlusconi. Sembrava essersi aperta una nuova era, ma evidentemente l’odio è come l’amore: è duro a morire.

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