Post da Agosto 2008

My Vice-President

29, Agosto, 2008 · Lascia un Commento

John McCain, the American Idol, ha scelto. Se il re delle belle parole, Barack yes-we-can Obama, ha optato per il vispo Joe Biden (quello secondo cui “Obama è l’unico nero di bell’aspetto che non puzza”), il veterano de noantri ha risposto sfoderando l’asso: Sarah Palin, 44enne affascinante governatrice dell’Alaska. Sposata con un eschimese da vent’anni, cinque figli (il maggiore in procinto di partire volontario per l’Iraq), esempio di coraggio e di determinazione. Donna alla mano, è favorevole alla pena di morte e contraria all’aborto. Non è cattolica come dice il solito disinformato Corriere della Sera (ça vans dire), bensì protestante. Attendiamo la Convention di St. Paul, che si aprirà lunedì. Siamo certi che sentiremo dire qualcosa di più interessante dei soliti retorici slogan propri dei sognatori stantii.

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L’Obama pensiero

9, Agosto, 2008 · 1 Commento

Presentato, in prima bozza, il programma di Barack Obama. Si intitola “Rinnovare la promessa americana”. E’ esilarante, specie in passaggi come il seguente:

“Bisogna porre fine alla guerra in Iraq”. Poi si passa, coerentemente, all’illustrazione di un piano di ritiro “responsabile” in sedici mesi. Di conseguenza, Obama insiste sulla cautela delle operazioni di rientro e annuncia che in Iraq rimarrà “una forza residua impegnata in missioni specifiche: colpire i terroristi, proteggere la nostra ambasciata e il personale civile, consigliare e sostenere le Forze di sicurezza irachene e fare in modo che gli iracheni compiano progressi politici”.

Che dire, manca solo Abu Ghraib…

leggi Camillo

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Che siano giochi

8, Agosto, 2008 · Lascia un Commento

Ci siamo. Alle otto e zero otto di stasera, ora pechinese, si alzerà il sipario sulle più discusse Olimpiadi degli ultimi anni, forse più di quelle del boicottaggio (1980 e 1984). Un gran parlare si è fatto sulla Cina, sul Tibet, sui detenuti politici. Ma ora i discorsi e i teoremi filosofici faranno spazio all’evento, che è rappresentato dall’agone sportivo. Chi scrive pensa infatti che sia del tutto inutile sprecare fiato per denunciare l’oppressione cinese verso popoli, giornalisti, oppositori. Assolutamente inutile. Una perdita di tempo e di fiato. Già, perchè ora non serve a nulla: le domande bisognava porsele tempo fa, magari nel 2001, quando il CIO di Juan Antonio Samaranch assegnò alla seconda votazione i giochi alla Capitale del gigante asiatico. L’ipocrisia della politica è imbarazzante: governi e ministri che si lanciano in proclami acchiappa-simpatia per segnalare la mancata osservanza dei più elementari diritti dell’uomo da parte del regime comunista che tiranneggia la Cina (si svegliano solo ora?), e intanto fanno affari con i maggiorenti locali. Grandi affari, basta guardare i traffici aerei tra Parigi (piuttosto che Francoforte) e Shanghai. I

l fatto è che i giochi semplicemente non dovevano essere attribuiti a Beijing, perchè lì lo spirito olimpico, quello denso della retorica decoubertiana, non potrà albergare. Lo sapevamo tutti. I cinque cerchi simboleggiano la fratellanza e l’unione dei popoli, si dice. Beh, vedere quel vessillo carico di valori così pesanti sventolare in piazza Tienanmen è uno schiaffo alla realtà delle cose, ai bonzi costretti al silenzio nei suggestivi monasteri tibetani, agli uighuri (cui è negato praticamente tutto), a coloro che vorrebbero tanto un Paese diverso, magari leggermente più aperto alla democrazia. Il mondo della burocrazia, dei parrucconi grassi e flaccidi, della cricca che tiene le redini del globo ha preferito stendere profumate fette di mortadella sugli occhi, in modo da non vedere. E così ha avallato (seppur indirettamente, per carità) lo scempio di mettere nelle mani dei cinesi quella bandiera.

Il CIO, congrega di nobili (in auge o decaduti), di eminenze dello sport (presunte o tali), non ha fatto altro che ratificare il giochetto delle potenze che il lunedì denunciano affrante e schifate l’oppressione “dei maoisti orientali” e il martedì vanno a firmare lauti contratti con aziende più o meno serie made in China.

Ormai la frittata è fatta e non resta che guardare questi giochi mettendo da parte la politica. Lo ha detto pure Frattini, che rappresenterà l’Italia alla cerimonia d’apertura (Berlusconi assente perchè “fa caldo e l’umidità è alta”). Sarà difficile, per molti impossibile. Ma non si hanno altre armi in mano. Almeno speriamo in uno spettacolo. Sportivo.

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Oh oh…

5, Agosto, 2008 · Lascia un Commento

Rasmussen Reports dice (per la prima volta) che John McCain ha superato Barack Obama nelle intenzioni di voto degli elettori statunitensi. Il vantaggio è insignificante, 47% contro 46%, ma è un campanello d’allarme per il Santone che si vede già seduto nella Sala Ovale. Interessante anche il fatto che il 55% del campione analizzato da Rasmussen veda il reduce del Vietnam favorito per la vittoria del prossimo novembre.

Evidentemente mangiare wurstel e crauti in Ohio ha avuto un effetto migliore rispetto al tour around the world di Mr Yes-we-can.

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