Dietro alla clamorosa bocciatura del piano Paulson-Bush per tentare di mettere il ghiaccio all’economia americana in via di liquefazione, non ci sono motivi ideologici del tipo “è una manovra socialista!”, o “lo Stato non deve mettere mano!”. Probabilmente non c’è neppure la scusa dei “mariuoli di turno che lavorano a Wall Street” (copyright del mio prof di politica economica internazionale). La faccenda è molto semplice: i deputati che hanno votato ney hanno la cadrega in bilico. Già, dei trentotto rappresentanti il cui seggio sarà messo in palio a novembre, 30 hanno rigettato il piano Paulson e solo 8 hanno detto yeah. Tutto qui. Che poi la sempre più mediocre Nancy Pelosi abbia contribuito al flop con il suo discorso alla Di Pietro, è un altro discorso…






