No, tranquilli, nessun bilancio di fine anno. Lo fanno tutti, dal Cardinale di turno al politico di passaggio. Non ho la minima intenzione di rompervi gli zebedei con la solita bilancia del 31 dicembre. D’altronde, un anno è come un altro: ci sono cose positive e cose negative, gioie e delusioni. L’importante è avere salute, si dice. Salute fisica e magari spirituale. Attualmente non mi posso lamentare, sotto questo punto di vista: ho avuto una fase delicata tra maggio ed i primi di agosto, fortunamente risoltasi per il meglio (con i controlli che però ci devono sempre essere). Spiritualmente, facendo le corna, sto bene. Sono contento. Tra qualche giorno partirò, ne ho bisogno. Rilassarsi fa bene, soprattutto prima di una escalation (visto che siamo in tema) di esami universitari (laurea magistrale) che mi farà sputare pallini tra fine gennaio e la prima metà di febbraio. Non mi lamento, c’è chi sta peggio. Questo è il mio lavoro, e sono fortunato ad averlo.
Il 2008 lo ricorderò per essermi laureato: è solo il primo passo, lo so benissimo, ma il detto “chi ben comincia…” dovrà pur valere qualcosa in questo Mondo così privo di valori e sempre più portato alla depressione ed al fatalismo!. Oh, badate bene, il primo pessimista cosmico sono io, nessuno mi batte. A chi mi chiede se il bicchiere che ho davanti sia mezzo pieno o mezzo vuoto, la mia risposta è “completamente vuoto”, per cui…fate un po’ voi. In questi dodici mesi ho imparato a conoscermi un po’ di più, ad individuare limiti di certi miei comportamenti e di certe mie intransigenze, del tutto futili. Spesso, troppo spesso, sono stato pesante, rompipalle, assurdo. Lo so. A tutti quelli che mi hanno dovuto sopportare in qualche modo, un “scusa di cuore” è quantomai d’obbligo. Sono scuse sincere, meditate, profonde. Ringrazio i miei amici, quelli vicini e quelli lontani, che mi sono stati sempre accanto, anche quando attendevo ansiosamente e angosciatamente i risultati della miriade di analisi mediche fatte, come scrivevo all’inizio di questo post. Se è vero che l’amico si vede nel momento del bisogno, beh, posso solo dire che si è visto. E non solo uno. Grazie ancora.
Per carità, non ci sono stati solo momenti cupi da pseudo-funerale, ci mancherebbe…ricordo ancora con gioia (e vergona ahah) certe serate o pomeriggi in compagnia. Immagini, scatti, momenti da custodire nel cuore e nel cassetto. E le cioccolate al termine delle lezioni, e gli spritz un po’ hot che mi facevano barcollare, e i pranzi a due o a tre nel nostro locale preferito: la mensa è troppo proletaria, noi siamo capitalisti! (Ovviamente è una battuta, nda). E i party sui monti, con il locale per la cena prenotato per le 21.00, e noi che ci arriviamo come minimo alle 22.00, perchè “il navigatore è scoppiato”.
Tutto questo è storia. La storia di ciascuno di noi, che rimarrà per sempre nelle menti e nei cuori. Io non dimentico di certo. Ovviamente non voleva essere un bilancio, ed invece questo post lo è quasi diventato. Eh, pazienza. Che dire, che il 2009 sia un anno di gioia, di salute e di allegria. Insomma, che sia migliore di quello che se ne sta per andare…come dico io.


Veltroni è «rispettosissimo dell’autonomia del sindaco e della città» e l’incontro è andato «come doveva andare, cioè benissimo, come vecchi compagni di lavoro e di partito» dice soddisfatta. E non si scompone alla notizia che Di Pietro ha deciso di ritirare i propri rappresentanti delle giunte campane. «Uno di meno e noi andiamo avanti affrontando tutti i nodi che possono esserci», anche se – sottolinea – «la decisione di Di Pietro mi pare un pochino strana. Lui stesso ha designato con me il membro della giunta che abbiamo scelto tra un docente universitario di alto profilo. Comunque rispetto Di Pietro anche perché è mezzo paesano del mio defunto marito»
“Questo è il bacio d’addio, cane”. La frase con cui un giornalista iracheno ha accompagnato il lancio di entrambe le scarpe al Presidente degli Stati Uniti d’America, George Walker Bush. Neanche Nikita Kruscev era arrivato a tanto.





