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Image HostingItalia Oggi ha pubblicato ieri un interessante notiziola. Scopriamo che dal 1 gennaio 2008, lo stipendio del nostro primo cittadino, Giorgio Napolitano, aumenterà di 3.568 euro all’anno, vale a dire 300 euro al mese. La cosa più vergognosa, è che pure i dipendenti quirinalizi avranno di che sorridere. I fondi a loro disposizione aumenteranno, nell’anno prossimo venturo, di oltre 500 mila euro al mese. Franco Bechis va oltre, e ricorda che negli ultimi due anni la dotazione del Quirinale è cresciuta di 13,6 milioni di euro, vale a dire 1,1 milioni al mese. L’aumento è doppio rispetto a quello fatto registrare dalle due Camere. Padoa Schioppa ha messo a disposizione, con la finanziaria appena varata, un fondo di 230.650.000 euro, tutto per il Palazzo che fu di Papi e Re. Ci sono poche parole, sì. Evidentemente il clima di antipolitica crescente nel Paese non tocca i privilegiati più privilegiati, coloro che pur avendo poco da fare, dato il nostro sistema costituzionale, vedono il portafoglio aumentare di volume. Tutto questo tenendo conto che Nicolas Sarkozy, Presidente attivissimo della Repubblica Francese, guadagna mensilmente un terzo di quanto va a Mr Napolitano. E non mi verrete certo a dire che la differenza tra le due cariche è poca cosa. Sarkozy è quasi un imperatore, guida ogni cosa. E’ un Presidente come si deve, quasi paragonabile al parigrado statunitense. Napolitano invece è un notaio, che fa discorsi (sempre uguali) e che ben pochi ascoltano. Non nomina i ministri (anche se costituzionalmente dovrebbe), non guida esecutivi. Niente di niente. Altro paragone è quello con Elisabetta II d’Inghilterra. Lei sì, Regina, chissà quanto prende. Beh, rimarrete delusi: non è proprio un cachet da monarca. Come segnala l’annual financial report 2006/07 di Buckingham Palace, la regina si è posta il problema di non gravare troppo sulle già molestate tasche dei sudditi britannici. Così ha deciso di tagliare ulteriormente le spese: da 54,15 milioni di euro si passa agli attuali 53,6, per un risparmio di 531.283 euro. Buckingham Palace costa cinque volte in meno del Quirinale, i dipendenti sono in numero drammaticamente inferiore: meno della metà.

Evidentemente in Italia non c’è abbastanza tatto, non si riesce a cogliere il clima strisciante che si respira nel Paese. E’ quasi una caccia alle streghe. La casta, la casta, sempre la casta. E’ il prodotto non di un Grillo qualunque, tantomeno dell’interessante libro di Stella e Rizzo. E’ il risultato di una delusione, di chi sperava che con l’avvento a Palazzo Chigi di un Governo di sinistra le cose sarebbero cambiate. “Serietà“, tuonava (si fa per dire) Romano Prodi in campagna elettorale. Beh, oggi di questa serietà non si vede nemmeno l’ombra. Ma è una delusione che sta anche a destra, intendiamoci. Vedere teatrini squallidi sulle presenze al Senato, con i ricattini dei nanetti che non partecipano alle votazioni “perchè quello non mi vuole e non mi parla“, lasciano l’amaro in bocca. In generale non si vede la voglia di cambiare sistema, è un navigare a vista, con la speranza (o l’illusione) che poi tutto finisca come sempre. In una bolla di sapone. Perchè, si sa, gli italiani si stancano subito del nuovo giocattolo. Prima o poi ritornano a quello vecchio.

 

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