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Lanciata la nostra petizione “Vogliamo Otto von Bismarck!“, chiudiamo il discorso con queste azzeccate parole di Jena Barenghi pubblicate ieri su “La Stampa”. Quanto ha ragione il comunistardo barbuto! Che mi tocca scrivere… ma è domenica, e non ho molta voglia di dilungarmi in sermoni.

“Oggi Marini incontra le parti sociali, domani Marini va a messa, lunedì Marini incontra Berlusconi e Veltroni, martedì Marini riflette, mercoledì va da Napolitano, giovedì Napolitano riflette, venerdì Marini e Napolitano riflettono insieme, sabato Marini e Napolitano incontrano le loro mogli, domenica la moglie di Napolitano incontra la moglie di Amato…”

Fortunatamente lo tsunami tuesday si avvicina…


Caro Silvio, ora apri gli occhi pure tu. Già, basterebbe questa frase per fare un post di commento alla sconfitta di Silvio Berlusconi sancita ieri al Senato. Daw, con cui abbiamo seguito i dodici estenuanti giorni del passaggio della finanziaria alla Camera cosiddetta Alta, sottolinea però come nemmeno Romano possa cantare vittoria. Certo, Bordon e Dini hanno detto qualcosa circa la necessità di trovare un nuovo quadro politico, ma sinceramente non mi pare che dietro queste parole si celi la volontà di tagliare i ponti con l’Unione. Anzi, mi sembra un tentativo (comune qui da noi) di alzare il prezzo, di far pesare ogni singola unità, ogni singolo voto. Do ut des. Sì, penso sia questo il succo di tutto. Anche perchè mi risulta assai difficile ipotizzare un Bordon alleato di Berlusconi alle prossime elezioni.

Da un anno e mezzo sentiamo parlare di spallate, implosioni, cadute. Da un anno e mezzo, salvo qualche incidente di percorso, Prodi rimane saldo a Palazzo Chigi. Per carità, il suo percorso è accidentato, non è un mistero che i suoi “alleati” gli abbiano messo una cintura da kamikaze…pure il Rospo andava dicendo ai microfoni che “Romano ha le mani legate”. Non lo mettiamo in dubbio. Fatto sta che non è crollato a giugno e non è crollato ora. La data l’avevi data tu, Cavaliere: 14 novembre. E per favore, evitiamo smentite alla Bonaiuti…avevate pure preparato i gazebo per festeggiare la morte politica di Mortadella. Naufragio. Fini oggi parla sul Corriere di “necessario cambio di strategia”: potrebbe pure aver ragione, ma se la sua priorità è la legge elettorale, beh, immagino che agli italiani non interessi poi tanto questa svolta dell’opposizione. Evito poi ogni commento circa la tempestività della letterina al prodiano Corsera: Berlusconi perde la battaglia alle 22.37, un’ora dopo in prima pagina è già bella che pronta l’epistola del figlioccio di Almirante. Atteggiamento da avvoltoio, spiace dirlo per Fini che in tante occasioni ho apprezzato. Sembrerebbe quasi che i Bruto e Cassio della CdL non aspettassero altro che Cesare cadesse. Solo.

Solo come ha combattuto, e questo bisogna dirlo. Berlusconi è stato l’unico a darsi da fare per buttare giù questo Governo. Ci ha messo la faccia, parlando (ingenuamente, come ha sottolineato Cossiga ieri) di liste e di transfughi: il modo migliore per allarmare Prodi e far tornare a cuccia i famosi 15 scontenti. Ha caricato l’avvenimento di un’aura quasi mistica, profetizzando la svolta che l’Italia attende dal 10 aprile 2006. Ha garantito urbi et orbi di avere la situazione in pugno. Wait and see, ti fidi di me, l’ho promesso alla mamma. Hai esagerato Berlusca. Tocca dirtelo. Ora bisogna invertire la rotta, lavorare di gomito, darsi da fare. L’obiettivo dev’essere quello di sfiancare Prodi, non dargli tregua. Mai. Prima o poi affosserà nelle sue contraddizioni, nella sua indegna politica clientelare. Ma perchè ciò accada, è opportuno e doverso, per il leader del più grande partito italiano, mutare disegno strategico e creare una prospettiva nuova.

E magari pure iniziare a riflettere sul perchè le elezioni si sono perse dopo cinque anni di governo. Non è mai troppo tardi.

Image HostingIeri in Senato è stata una giornata memorabile, degna delle migliori opere drammatiche andate in scena, sempre a Palazzo Madama, un anno fa. Non c’era Cossiga a ravvivare il clima, ma le continue cadute della pseudo-maggioranza e i duri rimbrotti del Capo del Governo, al secolo Romano Prodi, hanno comunque soddisfatto i nostri fini palati. Sette volte, questa la cifra, bella, ampia, che testimonia il naufragio della zattera unionista. Senza poi contare tutte le volte in cui il risultato delle votazioni è finito in parità. Si comprende allora  perchè la solita Anna Finocchiaro, sempre solare e in prima fila a fare da parafulmine alla sfiga prodiana, non abbia ancora una volta detto che “la maggioranza è compatta”.

No, stavolta non poteva proprio dirlo. Anzi, i suoi companeros rossi, quelli che non vedono l’ora di andare alla parata sulla Piazza Rossa di Mosca, hanno tuonato contro Di Pietro, reo di aver votato con il nemico, con la destra berlusconiana. Perfino la Palermi, madonna laica della causa comunista, ha evitato di denunciare “la volgarità delle destre”. Solo un accenno quando i senatori CdL hanno tirato fogli al momento del trionfale ritorno in aula della pimpante Rita Levi Montalcini, temporaneamente assente per comprensibili esigenze fisiologiche.

Erano muti, zitti, impietositi. Come non intenerirsi quando il prode Boccia ha umilmente chiesto, con gli occhi alla Bambi, una sospensione di quindici minuti per consentire al dissanguato senatore Zavoli di fermare l’emorragia nasale che lo stava tormentando. Per fortuna, il presidente di turno, Milziade Caprili (ricordare questo nome, mi raccomando!) ha detto che non era possibile: si sarebbe creato un precedente. L’anno scorso infatti, il forzista Alfredo Biondi, spesso in infermeria per prelievi vari, aveva aiutato (involontariamente, per carità) Prodi e i suoi sottoposti. Ma l’aria che si respira oggi è diversa. Il clima è del bellum omnium contra omnes, alla hobbes, tanto per fare gli eruditi, una volta tanto. Basti vedere lo scazzo tra Dini e Treu alla Bouvette del Senato, con la dichiarazione baritonale del rospo: “Non voterò il welfare”.

Insomma, per Romano il sipario si sta chiudendo. Dietro, solo macerie. Il suo sogno elettorale è finito, miseramente.

 

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