Mi alzo: sono contento. Vengano i mesi e gli anni, non mi prenderanno più nulla. Sono tanto solo, tanto privo di speranza che posso guardare dinanzi a me senza timore. La vita, che mi ha portato attraverso questi anni, è ancora nelle mie mani e nei miei occhi. Se io abbia saputo dominarla, non so. Ma finché dura, essa si cercherà la sua strada, vi consenta o non vi consenta quell’essere, che nel mio interno dice “io”.
Erich Maria Remarque, “Niente di nuovo sul fronte occidentale”
Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l’ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno.
Giacomo Leopardi, da “Il Sabato del Villaggio”
Possibile che l’amore, l’amore santo e devoto, non sia onnipotente? Oh, no! Per quanto appassionato, peccatore e turbolento sia il cuore nascosto in una tomba, i fiori che vi crescono sopra ci guardano serenamente coi loro occhi innocenti: non dell’eterno riposo soltanto essi ci parlano, di quella gran pace della natura “indifferente”; essi ci parlano anche di un’eterna riconciliazione e di una vita senza fine…
Ivan Turgenev, “Padri e Figli”







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